Chi Sono
Utente: LimaNera
Nome: Marilena
Non so definirmi, anzi...se qualcuno che mi conosce ha dei suggerimenti... questi sono ben graditi. Quello che posso dire con certezza è che sono: a) Ambiziosa b) Orgogliosa c) Egoista il più delle volte Molti mi ritengono dolce, altri acida. Sono una che parla poco se è a disagio, ma se inizio a parlare non la finisco più. Poi non so...sono timida e il più delle volte questa cosa dall'esterno viene scambiata per superbia. Ho pochi amici, ma buoni...e un ragazzo che amo. Sono "intollerante all'intolleranza". Prefersico il cervello ai muscoli...e...oh ma poi se scrivo tutto qui nel blog che ci metto???

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Odi et Amo
Odio
L'intolleranza, le perosne che ostentano, l'odore della pece, chi parla troppo e troppo poco,i posti affollati, le persone volgari, chi getta i cotton fioc nel water, chi non ascolta, la verza.
Amo
Marco, Johnny Depp, Parigi, il cinema, la musica, i miei amici e la mia famiglia, leggere, l'odore dell'erba bagnata, la pioggia di notte, la pizza, la cioccolata, l'odore della benzina, L'"Ambra Day", la Tana delle Luride, Tolkien.
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mercoledì, 23 gennaio 2008
Il paese dei coriandoli
Non credo che abbia bisogno di commenti...i 5 minuti più esilaranti della settimana!!!
Ha blaterato: LimaNera alle ore 18:50 | link | commenti (4) | Categoria: politica, risate, videoclip, crozza
domenica, 25 febbraio 2007
Parigi
Salve Blog!
Scusami se in questi giorni ti ho trascurato un po’, ma non è stata una cosa voluta. Ho deciso di prendermi qualche giorno di respiro e l’unico posto dove riesco a “respirare” in pace è Parigi,la mia Parigi! Non “mia” perché ci sono nata, non “mia” perché ci sono cresciuta, ma solo perché credo che tutti noi abbiamo una città di adozione, la mia è Parigi. Non conosco il mondo così bene da poter dire che è la città più bella del pianeta,ma è sicuramente, insieme a Venezia, una delle più belle del mio “universo conosciuto” .
Ormai è da tempo che ho smesso di fare la turista a Parigi, la conosco abbastanza da poter evitare di recarmi a visitare i luoghi turistici di culto. Questi tre giorni li ho trascorsi per strada, cercando d viverla come una parigina e non come una semplice visitatrice. Ho osservato le persone, le strade affollate dei mercati, come quello di Rue Mouffetard, Porte de Clignancourt, che ospita il mercato delle pulci più grande del mondo, il Marais, e tutti i vicoletti solitari dietro Monmatre. Sono andata con mio padre che mi ha trasmesso il suo amore incondizionato per questa città.  E’ fantastica! C’è un’atmosfera magica che si respira nell’aria unita all’odore delle crepes e al profumo dei croissants.
Ho fatto shopping, più per gli altri che per me devo dire. Ho scoperto un bellissimo negozio di arredamento etnico, dove ho comprato due servizi di bicchieri per casa e uno per Viki (lo scrivo perché tanto so che non mi legge). Ho comprato un regalo anche a Chiara e a Valeria. A Marco nulla, tanto so che non avrebbe apprezzato. Ho assaggiato per la prima volta le lumache e non mi sono piaciute particolarmente, anche se credo di aver sbagliato il posto dove assaggiarle.
E’ strano, ma ogni volta che mi trovo lì riesco a dimenticarmi di tutto, a lasciare i problemi a casa, a riprendere a respirare senza affanni. Abbiamo preso un albergo che affacciava sul Louvre. Era strano la sera vedere tutti quei secoli di storia che ci osservavano dietro quelle 100 finestre simili ad occhi. Mi metteva anche un po’ di soggezione spogliarmi pensando che forse la “Gioconda” con quel suo sorriso beffardo mi fissava.  Vabbè, paranoie notturne che ora, rileggendole sull’agenda, mi sembrano quanto mai assurde.
Sorvolando su queste sciocchezze…Parigi: Parigi è sempre uguale e sempre in movimento. Ci sono milioni di persone, le metro sono sempre stracolme di gente che solo di rado si ferma e si concentra sugli altri. Sono sicura che se davvero io fossi una parigina e non una che si atteggia a tale, finirei per non essere più così entusiasta di questa città e di tutto ciò che la riguarda, e mi confonderei benissimo tra quelle migliaia di persone dallo sguardo vuoto (anche perché è lo stesso che ho io quando sono nella mia città, dove tutto ha un che di risaputo e la luce della curiosità e della voglia di conoscenza che rende vivo uno sguardo, sarebbe spenta o fioca). Ma visto che, nonostante le mie 11 visite, finisco per essere ancora soltanto una spettatrice di quell’eterno spettacolo che è Parigi, mi lascio affascinare e sorprendere ogni volta. Così scopro sempre qualcosa di nuovo: i poveri per esempio. I poveri ci sono e sono tantissimi. Il povero non ha nazionalità, non ha fede, non ha colore, è un povero e basta. E non parlo solo dei barboni che affollano le strade o di quelli che ogni sera erano ai piedi di un lampione davanti al Louvre su Rue de Rivolì ,perché da sotto le fognature saliva un’aria calda che fungeva loro da riscaldamento, ma parlo di tutte quelle persone abitanti delle case popolari che si incontrano nei mercati, dei tipi delle bancarelle che si lamentano dell’euro e di come non riescono ad arrivare alla fine del mese e incolpano il governo che se ne infischia (tutto il mondo è paese…). Insieme ai poveri, poi, ci sono i ricchi. Non saprei dire se sono di più perché i ricchi brillano i poveri sono bui. Il ricco si fa vedere, si agita, si dimena, urla. Il povero ha smesso di urlare perché non ha più voce, si nasconde e quasi non si muove e finisce per essere perciò invisibile. E’ difficile quindi metterli a confronto. I ricchi di Parigi sono però ricchi sul serio. Forse un po’troppo. Ero alle spalle del Musee d’ Orsay e osservavo un locale di cucina giapponese bellissimo. Era ultramoderno, con luci psichedeliche, fontane a muro in ogni angolo. Il locale era pieno di gente. Mi sono allora accostata al menù completo di prezzi posto all’esterno, esposto in una teca di vetro, pensando che fosse…diciamo…abbordabile, non dico economico, anche perché presupponevo che tutta la scenografia si facesse pagare. Un piatto, il più economico, costava 75€. Un solo, piccolissimo piatto di sushi. Ok, va bene…andiamo da un’altra parte. Ahhh 75€!!!E di locali così ce ne sono a bizzeffe e ce ne sono anche di molto molto più cari. E tutti pieni! Quindi i casi sono due: o sono tutti ricchissimi (probabile), oppure queste persone sono le stesse che poi a fine serata si ritrovano ai piedi di un lampione, vestiti di stracci, con aria calda di fogna come riscaldamento perché si sono venduti casa e vestiti per pagarsi l’aperitivo (improbabile). Tutto questo sfarzo incontrollato ogni tanto mi indigna e non perché ne sia invidiosa (è uno dei pochi difetti che ancora non ho), ma perché lo trovo eccessivo e non lo tollero. Punto.
Ho passeggiato tanto e ho letto anche molto ( in aereo per lo più). Insomma mi sono presa un po’ di tempo per me. L’ultima sera siamo andati a “lanciare la solita monetina”,a compiere una specie di rito scaramantico dell’ultim’ora: andare alla fermata “Trocadero”,in un orario…o’clock (21.00, 22.00, 23.00 ecc.)per vedere la Torre Eiffel che sbrilluccica. A mio parere è un po’ una cafonata, ma è una cafonata comunque suggestiva, anche perché la Tour Eiffel, checchè ne dicesse Guy de Maupassant, è sempre fantastica.
Uff…ora l’aria di casa è quanto mai devastante. Appena arrivata mi ha accolto tutto quello che mi sono lasciata dietro per 3 giorni e in più la nostalgia già forte di quei luoghi e di quegli odori. Ora non mi rimane altro che il ricordo, i bicchieri, le fotografie (che metterò sul blog appena mi riapproprierò del mio Pc) e la voglia di tornarci quanto prima.
 
 
Mentre ero via sono stata raggiunta da notizie assurde sul nostro paese. Il governo è caduto. Il mio ragazzo, a cui ho telefonato appena dopo aver slacciato la cintura sull’aereo, mi ha dato questa assurda notizia. Io ho esclamato ad alta voce “Il governo è caduto?” subito decine di volti si sono girati dalla mia parte e mi hanno iniziato a sommergere di domande. Un signore seduto davanti a me ha commentato: “Bene, meglio così. Noi italiani facciamo talmente pena che non meritiamo altro che finire di nuovo governati da un idiota come Berlusconi, almeno rappresenta in pieno il lerciume italiano.”  Abbiamo comprato giornali italiani ogni giorno e abbiamo letto del disaccordo interno della sinistra in materia di politica estera. Mi sono sentita gelare, delusa dal governo che avevo votato. Ora mi rimane ancora la speranza che al Senato Prodi riesca a ottenere la fiducia…mercoledì mi pare…lo spero, perché altri passi indietro non mi va di farli.
 
Bene.
Ringrazio tutti i commenti di solidarietà riguardo al folletto dispettoso. Mi scuso per non avere risposto subito, lo farò ora!
Ha blaterato: LimaNera alle ore 18:10 | link | commenti (7) | Categoria: politica, life, io e