Sarà che devo fare un esame. Sarà che in realtà gli esami sono due. Sarà che se ci aggiungo la prova che devo sostenere domani al Cervantes, gli esami diventano tre. Sarà il caldo...non lo so, fatto sta che è un po' di tempo che sto trascurando il blog. Da quando l'ho aperto (ottobre) non è mai successo che facessi trascorrere una settimana senza scrivere nulla...ora non so! forse è normale. Ma visto che il blog è diventato un po' lo specchio di me stessa, c'è che sto trascurando di riflesso anche me stessa. Il fatto è che quando ci sono due cose che mi assorbono, finisce che ne trascuri sempre una. Per cercare di rimediare a questo problema, ho deciso di fare una cosa! Una volta qualcuno ha detto: " Se riesci a prenderti cura di una pianta per almeno 6 mesi, aiutandola a crescere e non facendola appassire o morire, allora sei in grado di prenderti cura di te stessa e degli altri, senza tralasciare nulla". Non so se è vero, ma so che ho deciso di provarci, in fondo tentar non nuoce, no? Bene, e allora eccola quì:
ESTA ES


Sono già 5 giorni che sta sotto la mia finestra. Oggi ho scoperto che ha dei nuovi boccioli e sono stata troppo contenta, insomma è un buon segno...spero almeno! Comunque proseguirò questo esperimento, anche perché è vero: avere qualcosa di cui occuparmi, mi riempie di voglia di fare, e l' apatia che per me arriva sempre con il caldo, tende a scomparire.
Posto questo video perché ultimamente al corso di spagnolo la mia profesora si è messa in testa che la lingua si può imparare anche "escuchando" la musica. E allora...mi adeguo:
Buon 1° MAGGIO!
Che dire? Ne avevo sentite tante su questo film, da :"E' una noia mortale" a "Il migliore di Ozpetek". Non sono d'accordo con nessuna delle due. Il film mi è piaciuto abbastanza, anche se non credo sia più bello de "Le fati ignoranti". Ozpetek ripropone un filone ricorrente: quello della morte e della "sopravvivenza". E riproprone anche il duo Accorsi - Buy, un po' diverso rispetto alle fate, ma sempre efficace. Sebbene Accorsi non mi piaccia particolarmente in questo film, ha un buon modo di reggere il personaggio. Per il resto che dire? Triste, malinconico, riflessivo. Bella la canzone di Gabriella Ferri "Remedios" che si sente in 2 scene (in una magari l'avrei eliminata, ma fa nulla). Ovviamente c'è anche qualche momento di ironia. Completamente ironica è ad esempio la figura della "matrigna" di Lorenzo, Minnie. Ed è appunto da un suo dialogo con Ennio Fantastichini che catturo la frase che mi ha colpita di più:
Riporto direttamente l'articolo di Vittorio Zucconi, publicato da "Donna", perchè trovo scriva in modo fantastico e perchè anche volendo, non saprei farlo meglio.
Negli anni in cui questo appuntamento con le lettrici e i lettori di D raccontava "Storie dell'Altro Mondo" e raccoglieva quel genere di notizie
che un tempo si sarebbero definite "la realtà supera la fantasia", il mio tormento settimanale era trovare casi, awenimenti, situazioni che fossero autentici, ma facessero pensare a chi li leggeva no, non è possibile, dica la verità, questa se la deve essere inventata. Prima che arrivassero a salvarmi i miei primi tre nipotini (Devin John, Tommaso Augusto e Anna Cecilia) e la quarta (tremate) in viaggio per gennaio, a offrirmi, povere e innocenti creaturine, idee e spunti e pretesti per conversare con voi, la mia disperazione era divorante. lo stesso faticavo spesso a credere a ciò che scrivevo. Prendiamo, a esempio, la storia che vorrei raccontarvi oggi e capirete il mio dramma. Siamo in una cittadina della Pennsylvania, dunque sulla costa atlantica degli Stati Uniti, la più densamente abitata, quella sviluppata da più tempo. In un "convenience stare", un minimarket di MCkeesport, entra, una matti na del mese di settembre ultimo scorso, come dicono i rapporti di polizia, una coppia, una donna e un uomo, adulti, non vecchi. La signora, Leslye Crigthon, di 41 anni, ha in mano un cartoccetto, un involtino. Chiede al commesso del negozio chiamato "GetGo!", di usare il fornetto a microonde che questo genere di minimarket mette a disposizione dei clienti, per scaldare cibi surgelati. merende e hot dog. E propria un hot dog è quello che Leslye domanda di scaldare. "Prego", annuisce gentile l'inserviente e la signora scartoccia il pacchetti no avvolto in un foglio di alluminio da cucina e ne estrae l'hot dog da scaldare. Soltanto che non era un salsicciotto, era un pene, un membro virile, insomma avete capito e l'addetto lo vide benissimo. Anche se Leslye era accompagnata da un uomo più giovane, Vincent Creighton, con l'aria perfettamente tranquilla, dunque presumibilmente non proprietario di quella appendice, al commesso tornarono alla memoria i ricordi di truculente scenate nelle quali, come fu il celebre caso di Lorena Bobbit che lo tagliò via al marito quando scoprì che lui la tradiva (ma ebbe l'imprudenza di gettarlo tra i cespugli, dove fu trovato e riattaccato al proprietario) la gelosia e le liti finiscono con mutilazioni e ghigliottinamento di genitali esterni maschili. Inorridito, e persuaso di essere di fronte a un crimine grandguignolesco e orrendo (almeno per un maschio) chiamò la polizia. Una pattuglia, che per caso si trovava a pochi metri di distanza, si fiondò nel minimarket, arrestando la donna, l'accompagnatore e sequestrando il pisello del reato. Ma gli attenti pizzardoni non ebbero bisogno di rivolgersi a un urologo per scoprire che quel cosa non era stato affatto separato dal legittimo proprietario. Era di plastica molle, era una perfetta riproduzione dell'oggetto naturale, ma falso e dotato di una vescichetta interna riempita di urina, con la pipì (vera) del signore che accompagnava Leslye. Non si trattava di un orrendo delitto della gelosia con cottura finale al microonde per rendere impossibile ogni ricostruzione chirurgica. Era un disperato tentativo di ingannare l'esame delle urine antidroga che l'uomo avrebbe dovuto affrontare poco dopo per ottenere un posto di lavoro come guardia giurata. La donna, come sempre più intraprendente e diabolica del proprio uomo, aveva avuto l'idea. Un pisellotto finto, gonfia della urina di lei, pulita, che lui avrebbe dovuto nascondere nei calzoni e poi sfoderare al momento del test versando il contenuto nel bicchierino del laboratorio, sotto lo sguardo dei tecnici. Ma per essere credibile, quel liquido avrebbe dovuto essere caldo e da qui era nata l'idea di scaldarlo nel microonde del minimarket, proprio accanto al laboratorio per il test. Leslye e Vincent sono stati naturalmente condannati a pagare per un forno a microonde nuovo (volete un altro dettaglio? Peggio per voi. Il cosa finto non aveva tenuto scaldandosi e l'interno del forno ne aveva subito le conseguenze molto poco igieniche) e 90 giorni di carcere, costringendo il giudice a sforzi di fantasia giurisprudenziale, non essendo previsto da nessun codice il reato di "riscaldamento abusivo al forno di un membro virile di plastica". Vincent naturalmente non è stato assunto, Adesso, dico, onestamente, e vi chiedo, si può campare raccontando storie incredibili e disgustose come questa della signora americana che porta a scaldare nel forno di un supermercato una minchia di gomma? Meglio tornare a Devin John, a Tommaso Augusto, ad Anna Cecilia. Almeno loro si limitano a farsela addosso.COMMENTO DELLA LITIZZETTO ad Andrea
Biavardi, Direttore di
FORMEN.
Lo confesso.
Ho ceduto alla tentazione di comprare
la nuova rivista maschile "For men magazine". Del resto, come
potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina
(che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un
asciugamano
di spugna bianca che fa tanto "figo da spogliatoio")?
Almeno quattro i titoli memorabili:
1- "Falle dire
basta stanotte!"
2- "Ricco entro Pasqua: 15
idee geniali"
3- "Trucchi: mangi il doppio
diventi la metà"
4- "Smetti di fumare e voli
ai Caraibi".
Non vorrei
deludere il geniale direttore
Andrea Biavardi, ma a far dire "BASTA"
a una donna siete già
tutti bravissimi da soli poiché di solito ne
abbiamo abbastanza dopo i
primi tre minuti. La vostra difficoltà sta
nel farle dire "ANCORA!",
al limite. Ci pensi su, per il prossimo
numero.
Riguardo allo slogan "Ricco
entro Pasqua", beh,
signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene,
nel prossimo
numero alleghi anche due simpatici gadgets: passamontagna
e chiave
inglese.
Alla promessa "Mangi il doppio
e diventi la
metà", invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere
la metà di
cosa. Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento
l'esatta
metà del Partenone, in effetti.
Infine, sempre in
copertina, campeggia
la scritta "Smetti di fumare e voli ai Caraibi".
Guardi signor
direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia
smesso di fumare e che
sia andato in un'isola tropicale a
festeggiare. In compenso ho sentito
> un sacco di gente che ha
cominciato a fumare sostanze illecite e s'è
fatta
certi viaggi
senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina.
Ma
questo è solo l'inizio. Una si
illude che il peggio sia già tutto in
copertina e invece no, il meglio
è all'interno! A pagina 52 c'è un
avvincente e istruttivo servizio con
tanto di foto redazionali su
"come slacciarle il reggiseno" che
tiene conto dei vari modelli
(classico, seduttivo, sportivo...). A parte
"l'intelligenza" del
servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio
per slacciare
rapidamente il modello sportivo, che è : "se lei è
spiritosa
dacci
un taglio con le forbici!". Biavardi, io le garantisco che sono
una
donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco,
in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici,
io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella
migliore
delle
ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il
mese dopo il soggetto
in questione passa da For Men Magazine a Donna
Moderna.
A pagina 50 poi, si tocca l'apice
grazie ad un
servizio che affronta la spinosa questione: "Se l'iguana
domestico
ci prova con tua moglie". Nell'articolo si sostiene infatti
che ci
sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei
confronti
di donne con il ciclo. Senta signor Biavardi, lei l'ha mai
vista una
donna
col ciclo? Mi segua signor direttore, non parlo di
una donna in sella al
motorino. Parlo della donna in quei giorni lì.
Ecco guardi, io in quei
giorni ho la cera del cugino It e
l'affabilità di Godzilla, non mi si
avvicinerebbe
a meno di cento
metri un velociraptor si figuri un iguana.
E infine,
l'apoteosi vera e propria:
il test "sei uno stallone o una
schiappa?". Le domande sono tra
le cose più> esilaranti che io abbia
mai letto in vita mia. In pratica
sei
ritenuto uno stallone se
rispondi sì a domande come questa: "Ti è
mai capitato di farlo con
una donna e poco dopo, con la sua compagna di
stanza?" Un sacco di
volte! Alla casa di riposo "Domus Mariae" o "Di essere chiamato da
una donna che ti chiede se può venire da
te alle nove del mattino?"
Sì certo, da una rappresentante della
Folletto.
Mi fermo qui.
Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le
nostre
cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in
edicola.
Mica lo so' chi sta peggio!!
(E-mail di un mio amico a cui devo chiedere scusa perchè oggi gli avrò fatto spendere un patrimonio mentre io gongolavo per aver speso solo 0.40 cent. Scusa viki, non voleva essere una telefonata, ma uno squillo...avrai pagato dal confine italiano fin sopra a Berlino e tutto questo per rispondere ad una mia domanda idiota...sorry :( T.V.B.)