I tre elemnti del titolo, che riprende la struttura Carrowliana, non sono messi a caso, hanno una loro logica: il leone è diventato la Prociona, perché come ogni fiaba che si rispetti, anche la mia ha un animale parlante. La strega è lo scotch, perché io e quest' utlimo siamo nemici giurati; l'armadio è un "contenitore" così come la scatola. Ma partiamo dall'inizio.
C’era una volta a Narnianapoli una Prociona con una lampadina in testa, cioè un’idea in capa: far scodinzolare il suo (allora) procione Berto fabbricandogli qualcosa di singolare. Accese perciò il procitelevisore per vedere se gli umani avessero inventato qualcosa che servisse allo scopo. La sua attenzione fu attratta da un omino con gli occhiali e una maglia rossa che aveva un nome spagnolo: Muchacha. Osservò attentamente la fabbricazione di una scatola e le si accese una seconda lampadina sulla testa, facendola somigliare sempre più ad Anna Marchesini ne “I promessi sposi”. Prima che le suddette luci si fulminassero bruciandole il copioso pelo, si armò di scotch, forbici, buste di carta, colla, carta da regalo e pacchetti di procimerit per realizzare la sua idea: una scatola artigianale dove mettere il regalo per il procione Berto.
Dopo un duro lavoro, la scatola infatti richiese un discreto dispendio di energie, ottenne il risultato voluto e Berto fu molto contento.
I guai arrivarono quando la Prociona qualche tempo dopo telefonò alla sua amica “umana” Mary, cioè io. Ero infatti in crisi perché non sapevo cosa regalare al mio ragazzo. Lei allora mi raccontò della scatola fatta di procisigarette e a me sembrò un’idea geniale.
Iniziammo allora a raccogliere pacchetti di sigarette e dopo 5 mesi di “raccolta differenziata”, decidemmo di mettere in atto il nostro piano.
La Prociona e io ci appuntamentammo (e guai a chi mi critica per questo neologismo, gli inglese creano verbi dai sostantivi in continuazione e se lo faccio io devo passare per ignorante? non sia mai detto!) a P.zza Vanvitelli l’altro giorno. Facemmo prima una puntatina da Coin dove la Prociona si arrampicò su di uno scaffale tornando giù con in bocca dei prodotti della Biopoint che servivano per renderle più lucente il pelo. Ne presi qualcuno anch’io. Dopo l’imbarazzo di dover spiegare alla cassiera perché ci fosse della bava sullo shampoo e sul balsamo, uscimmo soddisfatte con la nostra bustina e i nostri prodotti. Metro – casa. Lì iniziammo la nostra opera d’arte.
Io ho smesso di combattere con lo scotch da un po’, mentre la Prociona è un’artista. Non riuscendo però ancora ad usare bene le forbici per colpa delle zampe e delle unghie ad artiglio, ne taglia piccoli pezzi con i denti, sembra una scheggia. Se ci provo io, finisco con il ritrovarmi la bocca piena di nastro adesivo e un minuscolo pezzetto accartocciato nella mano. La Prociona quindi sconfisse lo scotch. Dopo quattro ore di lavoro, tra le forbici dotate di vita propria che andavano a nascondersi nei posti più impensati, io che ero sprovvista di pennello per spalmare la colla e abbiamo dovuto arrangiarci con dei guanti di lattice, sigarette, pausa pappa e rischio di un incidente diplomatico per aver imbavagliato un kamikaze e un cardinale con il nastro adesivo (mi riferisco al giornale che riveste l'interno della scatola, dove si parlava della Chiesa e dei kamikaze e ad un tratto io con un pezzo di scoth nella mano mi sono ritrovata faccia a faccia con Ruini e io "Toh, un cardianle. Mi scusi eminenza", ho detto "imbavagliandolo"), siamo riuscite ad ottenere questo:

La mia camera era in condizioni pessime: colla, sigarette, rotoli di cartaigienica, pelo della Prociona in giro, ecc. Chi volesse vederne l'illustrazione, può andare qui. La Prociona era stremata, tanto che non voleva farsi vedere...
(quì la vediamo mentre cerca di sottrarsi all'obiettivo)
Mi ha chiesto un caffè con quell' occhio supplicante
e io non ho saputo rifiutare!
Dopo ho riempito di paglia colorata la scatola e ho nascosto la maglia che era il regalo. Il tutto è stato mooolto apprezzato ("Come si vede che non ha un cazzo da fare")...eh si, gli uomini sono maestri nel farti sentire apprezzata. Ma comunque io gli faccio gli auguri (per ieri) comunque:
Beh, ora vado! La Prociona ed io ci siamo appuntamentate davanti al Modernissimo tra un ora e sono ancora in pigiama. Ma questa è un' altra storia.