Però alla fine lo convincevo! Ora siamo direttamente al "Non ho voglia di uscire stasera. Ho mal di testa, ho preso l' Aulin, ma preferisco restare a casa." Questo va anche bene...ma il giorno del proprio anniversario... Bene. Come si fa a resistere tanto tempo accanto alla stessa persona? Come gli si perdonano questi cali di passione e questi momenti di pigrizia congenita? No, la risposta non è quella piccola parola dolce e melensa che è "amore" . La risposta è una sola: Forza e Coraggio, altrocché!!!
E' un pezzo che non scrivo più. Una volta questo succedeva perché non avevo molto da raccontare, ora succede per il motivo opposto! L'esperienza a Torino è finita martedì, tra pianti, baci e abbracci con persone che molto probabilmente non rivedrò mai più. Mi dispiace solo per alcune di queste persone, per altre prego il Cielo di non doverle più incrociare sulla mia strada. Perché? Un po' lungo da spiegare...diciamo solo che a me le persone troppo egocentriche, classiste e montate, mi dànno un senso di ribrezzo, e di questi elementi a Torino ne ho incontrati parecchi. Però ho incontrato anche belle persone, davvero! Spero di riuscire a mantenere dei contatti con loro, magari a vederci anche qualche volta, nonostante gli 800 km di diistanza. I corsi sono stati interessanti, e Torino, checchè se ne possa dire, è una bella città. Ci sono stati momenti di malinconia: vedersi nei weekend soli in un albergo, in una città che non si conosce, non è bellissimo...però passano i giorni, si creano dei rapporti...la malinconia non passa, ma si allevia. I giorni più tragici sono stati quelli con lo psicologo: un tipo per metà americano, laureato ad Harvard. E' stato mandato per "testare" le nostre capacitò, il nostro carattere, le nostre attitudini. Abbiamo fatto in 3 giorni una marea di test: attitudinali, psicologici, comportamentali. Da questi sono uscita come una saggia creatrice, ma quello che maggiormente conta è che sono, sempre secondo la sua valutazione, una persona trasparente: sono come appaio, non ho "zone d'ombra". Non so propriamente cosa siano, ma il fatto di non averle mi sembra positivo. Ha inquadrato ognuno di noi, faceva quasi spavento. Però erano rilassanti le sue lezioni, poi aveva dei tratti in comune con Kevin Speacy...Bando alle ciancie, comunque, da mercoledì sono in filiale a fare affinacamento alla cassa. Mi piace?Non mi piace? Sinceramente non posso ancora dirlo, c'è l'entusiasmo della prima settimana. Molti mi dicono che presto questo passerà, che mi ritroverò avvilita dietro un vetro e sommersa di moduli...ma ora non m'interessa, voglio godermi il mio entusiasmo. La mia responsabile è la copia spiccicata di Vittoria Belvedere. Ha 3 figli e sembra una ragazzina. In tutto siamo 25 in filiale! La mia cassiera è un tantino acida, e ha un' aria di superiorità che non mi piace. Non con me, di quello non mi lamenterei, ma con la clientela e con molti altri colleghi. Però tutto sommato, tranne le alzate alle 6.30 necessarie per uscire all 7.15, rigorosamente con l'auto, il lavoro mi piace. Ora che mi toccherà ricominciare anche a studiare l'è dura...ma un giorno alla volta...ce la posso fare! Un giorno alla volta...perchè se guardiamo l'obiettivo nella sua interezza, spaventa! Sembra troppo difficile e troppo lontano. Bisogna concentrarsi sui singoli passi. Come ha detto lo psicologo, per realizzare un sogno, si devono raggiungere gli obiettivi che sono gli step, i gradini che ci consentiranno di arrivare al sogno. Quindi con calma, senza fretta, so di potercela fare!
Bene, credo di aver detto tutto...una settimana fa è stato il mio compleanno! La mia collega di Milano mi ha regalato un ombrello, in modo che non dimenticassi mai il "solare" clima delle sue parti. Le altre rafazze, invece, insieme, mi hanno regalato un completino intimo della Golden Point, composto di 3 pezzi. 2 settimane fa, invece, il mio blog compiva il suo primo anno. Per questi doppi auguri, ho deciso di modificare il Template. Ho voglia di ordine dentro di me, e il blog è il mio specchio, quindi inizio a ripulire questo posto... In questa foto è ritratto il luogo dove ho trascorso gli ultimi 40 gg. E questa canzone...beh questa canzone è Torino!

C'è una malattia terribile che miete milioni e milioni di vittime. Non è l'AIDS e non è la FAME! Quelle sono piaghe vere per le quali purtroppo ancora non si è riusciti a trovare una soluzione. Quelle sono piaghe evidenti, tangibili. Ma c'è n'è un'altra, meno evidente, più sottile e subdola, che affligge soprattutto gli abitanti del cosidetto "mondo sviluppato". Questa piaga è l'egoismo. Tutti noi, chi più chi meno, ne siamo affetti. La cosa è grave, anche perchè non dà sintomi, perché gli effetti vengono avvertiti non già dal soggetto "portatore" del morbo, ma da coloro che più gli sono accanto. Da coloro che con il soggetto malato si trovano a condividere, volente o nolente, gioie e dolori. Chi ne subisce gli effetti, sa riconoscerlo subito, ma non è altrettanto bravo da vedere il suo egoismo riflesso negli occhi dell'altro, cosicchè ogniuno rimane nella sua beata ignoranza, credendo di essere nel giusto, credendo di essere la persona più altruista al mondo, e invece il suo corpo è lentamente divorato da questo morbo invisibile. Io per prima ammetto di esserne affetta. Sono ad uno stadio molto avanzato, quasi cronico. Le persone che mi conoscono da molto tempo, non se ne stupiscono più. Lo trovano quasi ovvio, banale. Ne troverebbero quasi assurda l'assenza... So che è una cosa sbagliata, so che prima o poi dovrò porre rimedio, trovare una soluzione. In quello che sto attualmente facendo, non c'è spazio per il mio egoismo. L'ho messo momentaneamente da parte, anche se, quando meno te l'aspetti è in grado di saltar fuori, di prenderti. E così è stato.
Sapete qual è il colmo per un napoletano? Farsi rubare il portafogli a Torino. Eh si, avete capito bene! Mi è successo il 3 di ottobre. Una tossica forse, poco distante dal centro. C'erano denro 45€. Non è per i soldi, ma per i documenti, per le carte di credito...quelle si che sono seccature. Soprattutto per chi torna a casa solo il Sabato e di Sabato il comune non rilascia carte di identità. Mi sono sentita a terra: con persone che conosco solo marginalmente, senza un soldo, senza documenti e con un aereo da prendere il 5 ottobre per tornare giù. Io soffro di attacchi d'ansia. Non so come quella sera io non sia crollata mentre alle 23.30 facevo la deposizione ala caserma di polizia. Per fortuna che con me c'era qualcuno.Chiedi i soldi per pagare i taxi, chiedili a
per le cene, per il pranzo...a dei perfetti estranei!!! Non posso prelevare perché con il "Banco di Napoli" non c'è circolarità (che grande cagata)...e quindi ero così, sola a lottare con le mie angosce. Per me è la prima volta che sono completamente sola (intendo senza ragazzo, parenti o amici) lontana da casa. E' un'esperienza nuova nella quale sto attraversando varie fasi: dall'euforia e da uno pseudo stato di grazia, alla malinconia, alla rassegnazione, all'ansia e al panico. Ecco! Quest'ultimo mi ha assalito quella sera e non sono riuscita a controllarmi e dopo in camera ho iniziato a piangere e tremare. E' stato brutto, ma si supera, si supera tutto. Ce la si fa perchè ce la si deve fare!!! Ma in quei giorni di stress, ho commesso un errore: ho dimenticato un impegno preso in precedenza...no, anzi, non era un impegno: era una cosa che mi faceva piacere fare, e per la quale avrei dovuto mettermi d'accordo con un'amica. Ma mi è sfuggito di mente. Il mio cervello ha iniziato a funzionare solo quando mi sono sentita al sicuro nella macchina di mio padre a Napoli, quando è venuto a prendermi all'aereoporto. Solo allora mi sono ricordata di non avere più chiamato la mia amica per prendere accordi, e le ho mandato un sms...ma troppo tardi. A lei non è andato giù il fatto che io abbia dimenticato di avvisarla per tempo. Non le ho spiegato il motivo perché potevano sembrare scuse e non mi va di giustificare il mio egoismo: si, EGOISMO! Perché anche in questo caso si è trattato solo di quello. Ho pensato prima al mio benessere interiore, ho pensato prima a me! Ho sbagliato di nuovo. Chissà quanti altri sbagli farò nella mia vita, chissà quanto mi sarà concesso di imparare da questi sbagli. Spero tanto, perché di regole di vita conosco ben poco! 7 anni fa scrissi una poesia che diceva più o meno questo:
"Cercare. Cos'è cercare?
E' guardare negli occhi ciò che non si vede.
Sognare. Cos'è sognare?
E' dar corpo a ciò che non esiste.
Morire. Cos'è morire?
E' vedere la luce con gli ochi chiusi.
Vivere. Cos'è vivere?
E' quello che non so fare."
In sette anni non è cambiato nulla!!! Figa (come direbbe Bruna di Milano)! Sto crescendo!!!
Eccomi di nuovo a casa. Dopo 19 giorni lontana, eccomi di ritorno all'ovile. Ritorno provvisorio però, di cui approfitto giusto per riabbracciare amici e parenti. L'esperienza è bella, sta andando bene. Le persone con cui sto condividendo questa cosa, come ho già avuto modo di dire, sono molto cordiali...ma casa propria è un'altra cosa. Riabbracciare Marco...mi mancava da morire. Spesso quando si è camminato molto, ci si accorge di essere stanchi solo quando ci si siede...con Marco non è stato così oggi: lui mi è mancato in ogni singolo istante, non mi sono accorta di quanto mi fosse mancato nel momento in cui l'ho visto, la sua assenza mi è pesata semprem come un macigno! E poter di nuovo passare del tempo con lui è stato bellissimo...Bene, magari domani racconterò qualcosa in maniera più dettagliata...ora sono stanchissima, ma prima ho deciso di prolungare una catena letta sul blog di ValerieLL....il gioco è quello del
SE FOSSI...

Anche se mooolto in ritardo, accetto la catena passatami da Dianalove il 15 settembre...
Dunque parlare di 8 cose che mi riguardano in un post apposito e passare poi "la palla" ad altri 8, giusto? Proviamo:
1) Sono stata 2 volte in televisione
2) Sono ipocondriaca, odio gli ospedali...mi terrorizzano. Non temo la morte quanto le malattie
3) Dopo aver visto "L'esorcista" ho dormito con mia madre per 2 settimane
4) Soffro di attacchi di panico (ogni tanto, in situazioni di particolare stress)
5) Ho una fissazione maniacale per i Fay, le giacche di Della Valle per capirci, pur avendone solo 2
6) Detesto telefonare, ho un brutto rapporto con il telefono. Però non è che non mi piace stare al telefono, diciamo che non mi piace fare il primo passo in questo campo!!!
7) Ho provato a scrivere 2 romanzi e una storia per ragazzi perché volevo gli stessi soldi della Rowling
8) Preferisco l' inverno all'estate. Con il freddo mi rigenero, il caldo mi snerva!!!
Fatto! Ora non so assolutamente chi nominare...dunque proviamo con:
iIo sono fatta in un certo modo: mi piace l'ordine, sia dentro che fuori di me. Mi piace la precisione, mi piace il giusto e l'equo. Mi piacciono le regole. Recita un vecchio detto "Mi piacciono le regole perché almeno c'è qualcosa da infrangere". No, per me non è così: a me piacciono perché ci sono e perché se non ci fossero sarebbe il caos. E a me il caos non piace. Non capita di rado però che eccessi di giutizia e rettitudine, possano trasformarsi in qualcosa d'altro: in ingiustizie e abusi di potere. Come? E' semplicissimo: Supponiamo che una persona, diciamo una ragazza...debba fare un esame all'università. L'iter lo conosce ormai da tempo, perché non è più una matricola e quindi effettua la sua prenotazione in tranquillità presso la segreteria, lasciando i suoi dati ad una bionda tanto vecchia quanto isterica che è stata posta lì lo stesso giorno della prima pietra. Il giorno dell'esame, la giovane ragazza arriva all'università e scopre che l'esame è stato rimandato alla settimana successiva. Resa ancora più nervosa da questo contrattempo, la nostra eroina si reca in segreteria, chiedendo gentilmente di verificare la sua prenotazione al terminale e chiedendo se valesse anche per la settimana successiva, causa rimando improvviso! Ricevuto uno strillo in faccia che, come risposta ad una semplice domanda, è sintomatico di una sindrome premestruale cronica, la nostra eroina se ne andò. Il giorno dell'esame (quello definitivo, speriamo!) si presenta in orario, munita di preparazione e libretto, nell'aula designata. Appello. Il suo nome non viene chiamato. "Sarà una distrazione dell'assistente" pensa tra sè la poverina torcendosi le mani, "non mi avrà vista...una svista, ecco!". Scende i gradini, si avvicina alla cattedra e fa presente il suo problema. Velocemente 4 occhi iniziano a scorrere sulla lista di nomi. "Mi dispiace signorina, il suo nome non risulta. Lei quando si è prenotata?" "Il 29 di giugno, lo ricordo bene perché ho prenotato 2 esami nello stesso giorno..." "Mi fa vedere la ricevuta?" "No, mi dispiace, in segreteria non mi hanno dato alcuna ricevuta" "Allora signorina mi dispiace, ora chiedo al professore, ma se fosse per me non glielo farei fare l'esame così...Voi invece che problemi avete?" chiese alla fila di 7 o 8 persone che si era formata dietro la nostra protagnista "Lo stesso di questa ragazza".Il problema viene sottoposto all'attenzione del vecchio (per usare un pallido eufemismo) professore, che a voce alta dichiara: "Gli studenti che non hanno voluto prenotarsi e ora sono quì chiedendo di fare l'esame, non dovrebbero essere ammessi. Ma io sono buono e allora decido che queste persone potranno fare l'esame con me, ma verranno sempre guardate come soggetti che non hanno avuto la volontà di prenotarsi...e il voto sarà conseguente: scenderà di almeno 4 o 5 punti". Come un fulmine, la ragazza si alza e va dal professore: "Può ridarmi il mio libretto per cortesia?" "Chi è lei?" "Uno di quei soggetti che lei crede non si siano.Questo è un caso in cui la burocrazia arriva al parossismo. E fa male sbatterci il muso contro, soprattutto a chi, c prenotati. Io l'ho fatto. Ricordo la data...adesso però non mi va di essere guardata come una persona che non ha avuto la volontà di prenotarsi e nè tantomeno voglio che mi sia abbassato il voto di 4 o 5 punti. Ho studiato molto e so di essere preparata e non accetteri un voto che non merito." "Bene! Se è preparata adesso lo sarà anche a settembre. Buongiorno."
Ecco! Magari potrebbe essere andata così.Magari quella ragazza potrei essere ioome me, tali regole le osanna. Si, perché in fondo, la cosa che mi fa più male e rabbia...è che lui aveva ragione.
Ma basta! Ora sono in vacanza e ho voglia di novità, di bellezza, di giornate all'aria aperta...e a proposito di bellezza e cose belle...posto questa foto che mi ha ipnotizzata.

Prelevata dal blog della gentilissima Dianalove. E' un blog su cui vado sempre volentieri quello di Diana, perché è molto vario e curato. Grazie per la foto!
E poi...dulcis in fundo...finalmente domani anch'io andrò a godermi una bella e meritata giornata al....
MARE
Ultimamente sto scrivendo poco. E non perché io non ne abbia voglia... ma sono sommersa dalle cose da fare. Ho iniziato un corso di spagnolo al Cervantes. E' stupendo il posto in cui sta...la porta d'ingrssso è praticamente sul mare e per me che sono straniera tra la mia gente, è un' ottima cosa, perché mi aiuta a "vivere" meglio la mia città, a scoprirne dei luoghi semisconosciuti e bellissimi. Attraversando alcune strade quasi esclusivamente con l' auto, finisco per ignorare quasi totalmente l'ambiente circostante. Per andare al corso, infatti, devo attraversare P.zza del Plebiscito, una piazza visitatissima dai turisti, ma che io ho attraversato per intero pochissime volte. L'altra sera era inondata di sole ed era bellissima e io la guardavo con occhi nuovi e rapiti quasi come non l'avessi mai vista. Poi scendo e arrivo su questa Via Sauro che costeggia il mare. Arrivo lì intorno alle 18.45 e vedo moltissime persone: chi fa jogging, chi cammina, chi è in bicicletta, chi sui pattini a rotelle...insomma persone che non sono di fretta, che respirano piano, che non corrono, che guardano il mare...e questa calma e spensieratezza, mi portano a rilassarmi, a rallentare il passo, a sorridere quasi e a respirare a fondo. Lì anche ad una certa distanza si riesce a percepire l'odore del mare misto a quello dei taralli caldi del chioschetto a ridosso del marciapiedi. La mia profesora è di Bilbao, ha 34 anni pur dimostrandone una 20ina. Io sono al livello iniziale (cioè al livello di el boligrafo està sobre la mesa praticamente). Siamo in 9 e devo dire che mi sta piacendo, spero solo serva allo scopo, cioè passare l' esame di spagnolo all' università! Come se non bastasse oggi ho sotenuto l' esame d'inglese per il PET certificate... insomma della serie dimentichiamoci l' italiano... eh invece no, perché quì scatta la necessità di avere un certo linguaggio forbito per superare l'esame di diritto pubblico... insomma...piena, pienissima! Per fortuna oggi ho chiuso con il PET (o almeno spero, per conoscere l'esito finale si ha da aspettare fino al 16 luglio) quindi potrò dare alle fiamme 2Kg di fotocopie che ho chiuse nel cassetto e fare un po' di ordine dentro e fuori di me! Dentro... si, anche dentro. Non sono soddisfatta di come sono oggi e di quello che, da questa me odierna, potrà nascere in futuro. Vorrei essere diversa, più sicura di me, più attenta...vorrei riuscire a trovare un lavoro, a laurearmi senza più rimandare alle calende greche, a non dovermi più sentire in colpa se scelgo di trascorrere il pomeriggio fuori casa, lontana dai libri. Insomma voglio riprendere in mano un po' le redini di tutta la mia vita e rimontarla pezzo pezzo, perché mi sa che qualche tassello è finito nel posto sbagliato. Spero di farcela.
Nel frattempo... raccolgo l'ennesima catena, e spero sia l'ultima prima dell'estate, passatami "simpaticamente" (ah ah) dalla Prociona. Come funziona?