Chi Sono
Utente: LimaNera
Nome: Marilena
Non so definirmi, anzi...se qualcuno che mi conosce ha dei suggerimenti... questi sono ben graditi. Quello che posso dire con certezza è che sono: a) Ambiziosa b) Orgogliosa c) Egoista il più delle volte Molti mi ritengono dolce, altri acida. Sono una che parla poco se è a disagio, ma se inizio a parlare non la finisco più. Poi non so...sono timida e il più delle volte questa cosa dall'esterno viene scambiata per superbia. Ho pochi amici, ma buoni...e un ragazzo che amo. Sono "intollerante all'intolleranza". Prefersico il cervello ai muscoli...e...oh ma poi se scrivo tutto qui nel blog che ci metto???

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Odi et Amo
Odio
L'intolleranza, le perosne che ostentano, l'odore della pece, chi parla troppo e troppo poco,i posti affollati, le persone volgari, chi getta i cotton fioc nel water, chi non ascolta, la verza.
Amo
Marco, Johnny Depp, Parigi, il cinema, la musica, i miei amici e la mia famiglia, leggere, l'odore dell'erba bagnata, la pioggia di notte, la pizza, la cioccolata, l'odore della benzina, L'"Ambra Day", la Tana delle Luride, Tolkien.
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Perchè su Narnia s'è già detto troppo
martedì, 22 gennaio 2008
Giovanni 8:7
Vi evito la fatica di aprire Google e di cercare a cosa si riferisce il "versetto" del titolo del post: è il brano del Vangelo che preferisco. Che rapporto ho io con la religione? Direi a fasi alterne. Però questo passaggio delle Sacre Scritture mi ha sempre affascinata tantissimo. E' il brano in cui gli Scribi (o i Farisei) portano davanti a Gesù una donna adultera, chiedendogli cosa bisognava farne, ricordandoGli che secondo la legge di Mosè, queste donne andavano lapidate. E Gesù allora risponde "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra". Ad uno ad uno, tutti se ne vanno, mantre lui inizia a scrivere per terra, nella sabbia. Cosa scrive? Chi lo sà...però il punto importante è che nessuno può giudicare un altro essere umano.
 Il mondo del lavoro, me ne sto accorgendo sempre più, è un covo di vipere. C'è addirittura uno "sparlare" sulla vita privata... comportamenti atroci del tipo: oggi è il mio compleanno, offro degli aperitivi al bar. Ma non a tutta la filiale! Do' al bar un elenco di nomi...quelli che sono sulla lista, dovranno ricevere da bere, quelli che non ci sono, sono eliminati. In puro stile "Grande Fratello"...in puro stile "stamattina ho dimenticato l'educazione a casa"...
Ci sono 2 sigle sindacali...che non collaborano, anzi! Si danno filo da torcere l'una con l'altra. E come odio il fatto che vogliono io mi schieri! A me che non me ne frega una cippa...non ne capisco ancora nulla e non voglio, per ora, schierarmi da nessuna parte. Non perché sono una voltagabbana, ma semplicemente perché fino a 3 mesi fa, non sapevo neanche cosa volesse dire far parte di un sindacato...e soprattutto, quanto fosse dura scegliere con disinvoltura. Non so se ovunque la situazione è la stessa, ma da mè è pesante...davvero!
E oggi il tipo degli aperitivi di cui sopra, che si lamenta di come lo trattano gli altri...che lo offendono sul piano personale e via dicendo. E per poco non mi è scappato di dirgli "Prova ad addolcire gli animi con un aperitivo"...poi ho pensato fosse meglio tacere. Ma certi comportamenti non li tollero. E i giudizi gratuiti sulle persone ancora meno. E quì mi ricollego al vangelo. Come puoi sparare a zero su qualcuno, se tu per primo non sei pronto a sotterrare l'ascia di guerra? Non mi piace quel clima...me ne tengo fuori per il momento,ma so che non potrà essere sempre così, anche perché di mio, per carattere, sono portata a schierarmi. Ma non per ora...ora aspetto...e me ne lavo le mani (e così rubo anche la conclusione ad un passo del Vangelo)
Ha blaterato: LimaNera alle ore 00:51 | link | commenti (3) | Categoria: canzone, banca, videoclip, carattere, scontro, monito, leggi e regole
martedì, 18 dicembre 2007
L'elefante e la cruna dell'ago!
Ieri, prima di cominciare a pasticciare con il linguaggio html, per cercare di dar vita ad un personale template natalizio, ieri dicevo, avevo messo giù una bozza del post di chiusura di questo blog! So di essere incostante, lo so ora, come lo sapevo allora, quel 12/10/2006, quando decisi di aprire questa mia personale finestra sul mondo. E questa mia incostanza è diventata palese, tangibile negli ultimi mesi. Ne ho parlato con il mio ragazzo, al telefono: "Che fai?" "Mah...niente, scrivevo il post di chiusura del mio blog" "Post di chiusura? e perché?" "Non lo so...forse perché ormai scrivere lo sento quasi come un obbligo, e non è così che il blog dev'essre vissuto. Non è una purga. Fino ad ora l'ho visto come una via di fuga, un mio personale spazio...ora no, lo vivo come un peso..." "Secondo me tu prendi tutto troppo sul serio, dovresti prendere le cose un po' più alla leggera."
 Il fatto è che ancora mi devo ambientare in questa nuova condizione. E quello che prima facevo durante il giorno, le cose che assorbivano il mio tempo nelle 18 ore che passavo alla mia scrivania, ora devo "spalmarle" in un arco temporale molto molto ridotto. Una di queste cose, tra le tante, è studiare. E' leggere. E' anche il blog certo...ma dopo che hai passato 9 ore a guardare un monitor, l'ultima cosa che vuoi e fissarne un altro per le rimanenti 4 ore che ti separano dalla notte e dalle ore di sonno. E allora scrivo poco e quasi mi sento in colpa, perché prima quì trascorrevo diverso tempo, adoravo navigare nella blogsfera, leggere i pensier dei miei utenti favoriti...ora invece il tempo non sembra mai bastarmi, e prima ancora che io me ne sia accorta è passata quella cagata di festa di Halloween ed ora siamo ad una settimana da Natale.
Ovviamente frenesia a 1000, ricerca del regalo adatto. Mi piace fare i regali personalizzati, insomma mi piace pensare all'espressione della persona quando riceverà il regalo che per lei è stato pensato e che a lei e a lei sola potrebbe piacere. Massima indecisione però per quanto riguarda il fidanzato, perché si sa, uomini e regali non sono mai andati d'accordo. Mi sembra fu proprio l'anno scorso che, davanti la vetrina di un gioiellere, con la mia amica Chiara, esclamai ad alta voce: "Certo che se fossi lesbica sarebbe tutto più semplice. I regali intendo. Insomma per una donna c'è molta più scelta". Un tipo si voltò a fissarci e Chiara, lo so, voleva sprofondare!
A proposito di amicizie: devo fare una marea di telefonate a persone che non sento da troppo tempo. Comincerò domani, anche perché adesso non voglio sentire le bestemmie di nessuno. Toh...seza quasi accorgermene ho scritto un post, un post che non è l'ultimo. Quella bozza di ieri la conservo, chissà che presto non possa servire. Nel frattempo ci provo...a prendere le cose un po' più alla leggera...è molto difficile, perché per me "Take it easy" è una frase utopistica, però...voglio provarci...non sarà difficile come far passare un elefante attraverso la cruna di un ago, no? (Lo so che la parabola parla di un cammello...ma secondo mia madre è invece un elefante ad avere questa difficoltà, il cammello ci passerebbe al galoppo)
Ha blaterato: LimaNera alle ore 00:23 | link | commenti (8) | Categoria: template, lavoro, canzone, banca, festa, università, regalo, vaneggiamenti dellultimora
lunedì, 26 novembre 2007
Forza e coraggio!
Lo prometto! Non farò più passare tanto tempo prima di scrivere qualcosa. Lo prometto a me stessa, ché è per me che scrivo, per ricordare. Cosa voglio ricordare oggi? A cosa si riferisce il titolo del post "forza e coraggio"? Vediamo...
Oggi è il mio anniversario. Il sesto per la precisione. E sono a casa, perché il mio "giovane amore" ha mal di testa e non vuole uscire. Cos'è? Un segnale? Come la devo interpretare questa cosa? Come una spia luminosa che mi avverte e mi mette in guardia dal futuro??? A volerla dire tutta questa spia mi segnala l'apatia del mio amore già da...4 anni. All'inizio no! I primi due anni sono trascorsi seguendo questo andamento falsato: "Dai vediamoci, facciamo quello che vuoi. " "Ma dai se non ti senti bene..." "Nooo, fa nulla...ora prendo un Aulin e mi passa. Ho voglia di vederti". Da questo esempio ammirevole di servilismo e dolcezza, siamo passati ad un più sincero e candido: "Non ho molta voglia di uscire...ma se proprio vuoi..." "Decidi tu Marco, davvero" "Uff...sai cos'è che mi scoccia?" "Cosa?" "Dovermi mettere i calzini" Però alla fine lo convincevo! Ora siamo direttamente al "Non ho voglia di uscire stasera. Ho mal di testa, ho preso l' Aulin, ma preferisco restare a casa." Questo va anche bene...ma il giorno del proprio anniversario... Bene. Come si fa a resistere tanto tempo accanto alla stessa persona? Come gli si perdonano questi cali di passione e questi momenti di pigrizia congenita? No, la risposta non è quella piccola parola dolce e melensa che è "amore" . La risposta è una sola: Forza e Coraggio, altrocché!!!
Descrizione di una mia giornata tipo: Sveglia alle 6.30. Colazione veloce ad occhi chiusi, doccia, mi  infilo i vestiti lasciati sulla sedia la sera precedente per non perdere troppo tempo. Trucco e viaggio in macchina ascoltando rigorosamente radio Kiss Kiss. Arrivo alle 8.10 a San Giuseppe Vesuviano. Faccio quattro chiacchiere con i miei colleghi e aspetto le 8.25, orario di apertura sportello, e quì si apre il circo: persone che ti fanno vedere un minuscolo pezzetto di carta su cui è segnato il pin del Bancomat e ti chiedono di prelevare da quel numero di conto, o donne che ti vengono a chiedere quale sia il loro codice Ivan (che per la cronaca si chiama IBAN). Un paio di pause bagno prima dell' ora di pranzo. Questa la trascorro con i colleghi a parlare del più e del meno! Alle 14.40 si ricomincia. E così ininterrottamente fino alle 16.10. Quì scatta l'ora della preghierina, chiedendo al Buon Dio che la cassa quadri, perché se così non fosse i soldini uscirebbero dalle tue tasche. Un po' di cazzeggio vario prima di  riprendere l'auto insieme con la  mia collega Marcella e ritornare a casa verso le  17.45. Dopo quasi 11 ore. Mi rilasso un po' sotto la doccia o al pc e poi inizio a studiare. Fino alle 20.30, ora di cena. Si va a tavola, si sta un po' in famiglia e poi ci si divaga un paio d'ore fino alle 23.00 ora in cui vado a dormire. Ed è così dal lunedì al venerdì. Come si resiste ad una settimana così tutta uguale??? Forza e Coraggio!!!
Ormai non ho quasi più tempo per leggere
[Forza & Coraggio]
Non ho molto tempo per uscire, la sera è quasi impossibile perché sono troppo stanca
[Forza & Coraggio]
Il 17 ha fatto un anno che è morta mia nonna
[Forza & Coraggio]
Mangio panini tutti i giorni
[Forza & Coraggio]
...
Resistere a tutto questo il primo giorno di ciclo...
Non c'è Forza e non c'è Coraggio che tenga...



Ha blaterato: LimaNera alle ore 23:11 | link | commenti (5) | Categoria: amore, life, lavoro, banca, carattere, vaneggiamenti dellultimora, io e
venerdì, 09 novembre 2007
Comunicazioni di servizio

1) Sono momentaneamente assente causa problemi di connessione. Mi salta ogni 3 o 4 minuti.
2) Sono giornate un po' pesanti perché sto provando a studiare e lavorare, e tornando alle 18.00 a casa non sempre è facile.
3) Oggi sono a casa perché in "permesso studio".
4
) Prometto di tornare quanto prima. Ora devo andare, che tra un po' mi cade la linea...

Ha blaterato: LimaNera alle ore 15:20 | link | commenti (2) | Categoria: life, computer, lavoro, blog, banca, università
sabato, 27 ottobre 2007
Aggiornamenti

E' un pezzo che non scrivo più. Una volta questo succedeva perché non avevo molto da raccontare, ora succede per il motivo opposto! L'esperienza a Torino è finita martedì, tra pianti, baci e abbracci con persone che molto probabilmente non rivedrò mai più. Mi dispiace solo per alcune di queste persone, per altre prego il Cielo di non doverle più incrociare sulla mia strada. Perché? Un po' lungo da spiegare...diciamo solo che a me le persone troppo egocentriche, classiste e montate, mi dànno un senso di ribrezzo, e di questi elementi a Torino ne ho incontrati parecchi. Però ho incontrato anche belle persone, davvero! Spero di riuscire a mantenere dei contatti con loro, magari a vederci anche qualche volta, nonostante gli 800 km di diistanza. I corsi sono stati interessanti, e Torino, checchè se ne possa dire, è una bella città. Ci sono stati momenti di malinconia: vedersi nei weekend soli in un albergo, in una città che non si conosce, non è bellissimo...però passano i giorni, si creano dei rapporti...la malinconia non passa, ma si allevia. I giorni più tragici sono stati quelli con lo psicologo: un tipo per metà americano, laureato ad Harvard. E' stato mandato per "testare" le nostre capacitò, il nostro carattere, le nostre attitudini. Abbiamo fatto in 3 giorni una marea di test: attitudinali, psicologici, comportamentali. Da questi sono uscita come una saggia creatrice, ma quello che maggiormente conta è che sono, sempre secondo la sua valutazione, una persona trasparente: sono come appaio, non ho "zone d'ombra". Non so propriamente cosa siano, ma il fatto di non averle mi sembra positivo. Ha inquadrato ognuno di noi, faceva quasi spavento. Però erano rilassanti le sue lezioni, poi aveva dei tratti in comune con Kevin Speacy...Bando alle ciancie, comunque, da mercoledì sono in filiale a fare affinacamento alla cassa. Mi piace?Non mi piace? Sinceramente non posso ancora dirlo, c'è l'entusiasmo della prima settimana. Molti mi dicono che presto questo passerà, che mi ritroverò avvilita dietro un vetro e sommersa di moduli...ma ora non m'interessa, voglio godermi il mio entusiasmo. La mia responsabile è la copia spiccicata di Vittoria Belvedere. Ha 3 figli  e sembra una ragazzina. In tutto siamo 25 in filiale! La mia cassiera è un tantino acida, e ha un' aria di superiorità che non mi piace. Non con me, di quello non mi lamenterei, ma con la clientela e con molti altri colleghi. Però tutto sommato, tranne le alzate alle 6.30 necessarie per uscire all 7.15, rigorosamente con l'auto, il lavoro mi piace. Ora che mi toccherà ricominciare anche a studiare l'è dura...ma un giorno alla volta...ce la posso fare! Un giorno alla volta...perchè se guardiamo l'obiettivo nella sua interezza, spaventa! Sembra troppo difficile e troppo lontano. Bisogna concentrarsi sui singoli passi. Come ha detto lo psicologo, per realizzare un sogno, si devono raggiungere gli obiettivi che sono gli step, i gradini che ci consentiranno di arrivare al sogno. Quindi con calma, senza fretta, so di potercela fare!

Bene, credo di aver detto tutto...una settimana fa è stato il mio compleanno! La mia collega di Milano mi ha regalato un ombrello, in modo che non dimenticassi mai il "solare" clima delle sue parti. Le altre rafazze, invece, insieme, mi hanno regalato un completino intimo della Golden Point, composto di 3 pezzi. 2 settimane fa, invece, il mio blog compiva il suo primo anno. Per questi doppi auguri, ho deciso di modificare il Template. Ho voglia di ordine dentro di me, e il blog è il mio specchio, quindi inizio a ripulire questo posto...  In questa foto è ritratto il luogo dove ho trascorso gli ultimi 40 gg. E questa canzone...beh questa canzone è Torino!

 

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 02:02 | link | commenti (4) | Categoria: life, foto, blog, canzone, auguri, torino, banca, carattere
lunedì, 15 ottobre 2007
L'ottava piaga

C'è una malattia terribile che miete milioni e milioni di vittime. Non è l'AIDS e non è la FAME! Quelle sono piaghe vere per le quali purtroppo ancora non si è riusciti a trovare una soluzione. Quelle sono piaghe evidenti, tangibili. Ma c'è n'è un'altra, meno evidente, più sottile e subdola, che affligge soprattutto gli abitanti del cosidetto "mondo sviluppato". Questa piaga è l'egoismo. Tutti noi, chi più chi meno, ne siamo affetti. La cosa è grave, anche perchè non dà sintomi, perché gli effetti vengono avvertiti non già dal soggetto "portatore" del morbo, ma da coloro che più gli sono accanto. Da coloro che con il soggetto malato si trovano a condividere, volente o nolente, gioie e dolori. Chi ne subisce gli effetti, sa riconoscerlo subito, ma non è altrettanto bravo da vedere il suo egoismo riflesso negli occhi dell'altro, cosicchè ogniuno rimane nella sua beata ignoranza, credendo di essere nel giusto, credendo di essere la persona più altruista al mondo, e invece il suo corpo è lentamente divorato da questo morbo invisibile. Io per prima ammetto di esserne affetta. Sono ad uno stadio molto avanzato, quasi cronico. Le persone che mi conoscono da molto tempo, non se ne stupiscono più. Lo trovano quasi ovvio, banale. Ne troverebbero quasi assurda l'assenza... So che è una cosa sbagliata, so che prima o poi dovrò porre rimedio, trovare una soluzione. In quello che sto attualmente facendo, non c'è spazio per il mio egoismo. L'ho messo momentaneamente da parte, anche se, quando meno te l'aspetti è in grado di saltar fuori, di prenderti. E così è stato.
 Sapete qual è il colmo per un napoletano? Farsi rubare il portafogli a Torino. Eh si, avete capito bene! Mi è successo il 3 di ottobre. Una tossica forse, poco distante dal centro. C'erano denro 45€. Non è per i soldi, ma per i documenti, per le carte di credito...quelle si che sono seccature. Soprattutto per chi torna a casa solo il Sabato e di Sabato il comune non rilascia carte di identità. Mi sono sentita a terra: con persone che conosco solo marginalmente, senza un soldo, senza documenti e con un aereo da prendere il 5 ottobre per tornare giù. Io soffro di attacchi d'ansia. Non so come quella sera io non sia crollata mentre alle 23.30 facevo la deposizione ala caserma di polizia. Per fortuna che con me c'era qualcuno.Chiedi i soldi per pagare i taxi, chiedili a
per le cene, per il pranzo...a dei perfetti estranei!!! Non posso prelevare perché con il "Banco di Napoli" non c'è circolarità (che grande cagata)...e quindi ero così, sola a lottare con le mie angosce. Per me è la prima volta che sono completamente sola (intendo senza ragazzo, parenti o amici) lontana da casa. E' un'esperienza nuova nella quale sto attraversando varie fasi: dall'euforia e da uno pseudo stato di grazia, alla malinconia, alla rassegnazione, all'ansia e al panico. Ecco! Quest'ultimo mi ha assalito quella sera e non sono riuscita a controllarmi e dopo in camera ho iniziato a piangere e tremare. E' stato brutto, ma si supera, si supera tutto. Ce la si fa perchè ce la si deve fare!!! Ma in quei giorni di stress, ho commesso un errore: ho dimenticato un impegno preso in precedenza...no, anzi, non era un impegno: era una cosa che mi faceva piacere fare, e per la quale avrei dovuto mettermi d'accordo con un'amica. Ma mi è sfuggito di mente. Il mio cervello ha iniziato a funzionare solo quando mi sono sentita al sicuro nella macchina di mio padre a Napoli, quando è venuto a prendermi all'aereoporto. Solo allora mi sono ricordata di non avere più chiamato la mia amica per prendere accordi, e le ho mandato un sms...ma troppo tardi. A lei non è andato giù il fatto che io abbia dimenticato di avvisarla per tempo. Non le ho spiegato il motivo perché potevano sembrare scuse e non mi va di giustificare il mio egoismo: si, EGOISMO! Perché anche in questo caso si è trattato solo di quello. Ho pensato prima al mio benessere interiore, ho pensato prima a me! Ho sbagliato di nuovo. Chissà quanti altri sbagli farò nella mia vita, chissà quanto mi sarà concesso di imparare da questi sbagli. Spero tanto, perché di regole di vita conosco ben poco! 7 anni fa scrissi una poesia che diceva più o meno questo:


"Cercare. Cos'è cercare?
E' guardare negli occhi ciò che non si vede.
Sognare. Cos'è sognare?
E' dar corpo a ciò che non esiste.
Morire. Cos'è morire?
E' vedere la luce con gli ochi chiusi.
Vivere. Cos'è vivere?
E' quello che non so fare."

In sette anni non è cambiato nulla!!! Figa (come direbbe Bruna di Milano)! Sto crescendo!!!

Ha blaterato: LimaNera alle ore 00:59 | link | commenti (5) | Categoria: poesia, life, lavoro, amici, torino, banca, carattere, io e, sono stronza lo so
sabato, 06 ottobre 2007
Se fossi...

Eccomi di nuovo a casa. Dopo 19 giorni lontana, eccomi di ritorno all'ovile. Ritorno provvisorio però, di cui approfitto giusto per riabbracciare amici e parenti. L'esperienza è bella, sta andando bene. Le persone con cui sto condividendo questa cosa, come ho già avuto modo di dire, sono molto cordiali...ma casa propria è un'altra cosa. Riabbracciare Marco...mi mancava da morire. Spesso quando si è camminato molto, ci si accorge di essere stanchi solo quando ci si siede...con Marco non è stato così oggi: lui mi è mancato in ogni singolo istante, non mi sono accorta di quanto mi fosse mancato nel momento in cui l'ho visto, la sua assenza mi è pesata semprem come un macigno! E poter di nuovo passare del tempo con lui è stato bellissimo...Bene, magari domani racconterò qualcosa in maniera più dettagliata...ora sono stanchissima, ma prima ho deciso di prolungare una catena letta sul blog di ValerieLL....il gioco è quello del

                                                                                                         SE FOSSI...

un mese: ottobre… perché?Beh, ci sono nata…
uno strumento musicale: il violino, perché è dolce e difficile allo stesso tempo
una direzione: Sinistra
un peccato: l’ira
una canzone: Losing my religion. Perché è stata la prima canzone straniera che mi è entrata nel cuore
…un film: Il favoloso mondo di Amelie
…un vino: il brachetto
…un attore: attrice casomai…vediamo…Jennifer Aniston
…una città:che domande…Paris!!!
…un numero: 19
…un personaggio storico: Maria I di Scozia
…un paesaggio: il mare di cala Brandinchi al tramonto
…un capo d’abbigliamento: Maglione a collo alto nero
…un fiore: un girasole
…un libro: il ritratto di Dorian Gray
… una parte del corpo: gli occhi
una pietra preziosa: Smeraldo
… uno stato d’animo: l’ansia
…una carta da gioco: Regina di picche
… uno sport: il Calcio
…una nazione: l’ Italia
…una lingua: l’inglese.
Ovviamente non nomino nessuno...ci sono già le nomination in Tv , ci mana solo che questa cazzata dilaghi anche sulla rete e siamo a posto...
Lascio qualcosa, magari per chi ha bisogno di aiuto nel riflettere:
"La felicità è fatta di niente...che al momento in cui la vivi sembra tutto."

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 02:08 | link | commenti (8) | Categoria: amore, banca, catena, carattere, io e
venerdì, 28 settembre 2007
Cartoline dal mondo...

So di essere sparita. Dal blog, dagli amici, da tutto... l'altro giorno il padre di un mio caro amico è morto. E io non c'ero. Ci sono rimasta di merda, perché volente o nolente non potevo far nulla se non una di quelle noiose telefonate zeppe di retorica e belle parole, che però alla fine non vogliono dir nulla. Lontana da tutto, da casa, dalla famiglia, dagli amici e dalla quotidianità...quanto è bella la quotidianità...ma una persona deve prima essere sbattuta per 50 gg a 900 km da casa propria prima di capire che la ama tantissimo e ama le sue abitudini??? Le persone che fanno il  corso con me sono simpatiche e dopo un po' impari a conviverci. Ci svegliamo insieme, facciamo colazione insieme, lavoriamo insieme, usciamo insieme, ceniamo insieme...però i tuoi amici ti mancano: quelli che da una tua espressione capiscono se stai bene o se stai male, quelli che sanno sempre cosa dire e quando dirla, quelli con cui hai condiviso tutto...quelli sono un'altra cosa. Sono sicura che al termine di questa avventura, i miei compagni di lavoro mi mancheranno...ma ora come ora non vedo l'ora di rivedere i miei amici, sapere cosa fanno, cosa pensano...come va a loro la vita...A me come va? Beh dunque...in quei rari momenti che mi sono lasciati liberi, miro alla socializzazione e allo shopping conpulsivo. Guai a dare ad una come me uno stipendio...me ne sto accorgendo ogni giorno che passa!!!  Non spese esagerate...ma sfizi! Ho trovato addirittura una "compagna di strisciate" come dice lei. Strisciate non di coca, di bancomat! Si chiama Bruna, ha 26 anni ed è di Saronno. Poi ci sono Marianna (la toscana), Marianna (la napoletana), Serena di Napoli anche lei, Alberto(CE) e Rosalia (Sicilia)! Diciamo che questi, insieme a Daiana, fanno parte del mio gruppo! Poi ci sono i minigrupetti...tipo un romano che sta sempre da solo, un altro romano idem (si accoppiassero almeno) 2 torinesi (un ragazzo e una ragazza)e 3 bolognesi (2 ragazze e un ragazzo)!Marco è venuto a trovarmi lo scorso fine settimana! Siamo andati un po' in giro per Torino, che tutto sommato non è brutta, anche se la zona dove sto io con l 'hotel fa paura anche in pieno giorno, quindi evito di allontanarmi da sola. Se non siamo almeno in 3 non si va da nessuna parte. Ora mi sento un po sola, perché nei fine settimana sene vanno quasi tutti...ora siamo rimasti in 4 in tutto l'albergo! Però il lavoro (se così si può chiamare, per ora sono solo corsi) mi piace: è vario, è bello...e poi è il mio sogno di bambina... e so che può sembrare ridicola questa cosa. L'altro giorno parlavo con una signora di un ristorante quì a Torino. Questa ci ha viste tutte "in tiro" e ci ha chiesto da dove venissimo..."Dal lavoro" abbiamo risposto "Ah, e cosa fate di bello?" "Lavoriamo per la San Paolo". Lei ci guarda..." mio dio...povere ragazze...non v'invidio per nulla: quello del bancario è uno dei peggiori lavori che esistano. E' noioso e monotono". Noi ci siamo guardate e abbiamo sorriso...insomma io non la vedo così, poi chissà, forse è l'entusiasmo del momento...del 28 dl mese...non so che dire. Beh ora vado...mi stendo un po' prima di andare a cena! Poi quì alle 22.00 tutti chiudono quindi...allegria allo stato puro!!!

Ha blaterato: LimaNera alle ore 19:24 | link | commenti (3) | Categoria: amore, life, shopping, lavoro, amici, torino, banca, io e
sabato, 08 settembre 2007
In a moment everything can change

In a moment, everything can change.”
Quanto è vera questa frase! Può accadere in ogni momento che la vita decida di travolgerti, di strapparti alla tua routine e trascinarti via. Può accadere che un bel pomeriggio di fine estate, mentre sei alla perpetua della tua voglia di studiare, e quasi sei assopita e spossata dall’estenuante ricerca, squilli il tuo cellulare!Il nome non compare, “Numero Privato”. Rispondendo, hai come una strana sensazione, come di…paura! Paura di cosa, poi?E poi capisci: hai paura perché in fondo sai che il 6° senso funziona sempre e sa che quella non è una telefonata qualunque! Mentre la voce dall’ altro lato comincia a parlare e ti comunica ufficialmente che sei stata assunta in banca, le tue ghiandole salivarie cominciano a non funzionare più e sulle dune della tua lingua iniziano ad ancheggiare indisturbati i primi cammelli; le ginocchia iniziano a tremarti e devi faticare non poco per raggiungere il divano e lasciarti andare; le mani si fanno umide e ghiacciate, assumendo un aspetto torbidamente molliccio. La voce dall’altro capo del ricevitore continua a parlarti, ad illustrarti gli estremi dell’accordo, ma la tua testa, i tuoi pensieri sono molto più avanti: sono alle sue conseguenze. Sei ancora al telefono quando tua madre entra in camera e di fissa, forse preoccupata, vedendoti pallida e balbettante. Quando chiudi la comunicazione e gli occhi ti si cominciano a riempire di lacrime lei, in un suo slancio di candido ottimismo, ti chiede: “Chi è morto?”. E allora l’abbracci, cercando di trasmetterle un po’ della tua euforia e ridi e piangi di nuovo, perché non è vero, perché non può essere…
 Da un momento all’altro tutto è cambiato, la tua vita è un fiume in piena e tu, porca puttana, sei senza salvagente. Trasferirsi, anche se solo per un mese e mezzo, a Torino comporta un bel po’ di problemi: una modifica al tuo guardaroba per esempio, non drastica, ma parziale…”merda, non posso mettere i jeans stracciati ai bordi e una maglia zingaresca, devo darmi una ripulita, devo…” dirlo a mio padre. Ed eccolo lì, sulla porta. Di ritorno dalla banca, come sempre, come da 37 anni a questa parte. Ti guarda con l’aria di chi ti vorrebbe riprovare, di chi ha cercato di trattenerti dal fare il concorso, perché la laurea è importante…ma ti abbraccia e nel suo abbraccio senti la stima. Ed è bellissimo!
 E’ tutto troppo irreale! Aspetti di smettere di tremare e chiami il tuo ragazzo. La sua voce è un bisbiglio mentre ti chiede: “ Stai scherzando, vero?”E ti fa tenerezza, così combattuto tra la felicità di saperti felice e la tristezza di saperti lontana. Ma la prima è più forte e allora corre da te, prodigo di affetto e consigli! E dentro tu cosa provi? Superato il primo sconcerto, cosa c’è?
 C’è ansia e gioia. C’è curiosità e voglia di fare. L’ho detto agli amici. La maggior parte è stata sinceramente contenta, c’è chi è rimasto troppo stupito, arrivando a chiedermi da dove fosse arrivata la mia raccomandazione. Non me la sono presa però. E’ naturale che un ragazzo laureato alla Bocconi, che da 3 anni cerca lavoro, si stupisca che io, con solo il diploma dalla mia, sia riuscita ad essere assunta. Non importa però! Io so quello che ho fatto, che non ho avuto favoritismi di sorta, perciò sono contenta. Dovrò restare a Torino fino al 23 di ottobre, dopo dovrò andare alla filiale che mi è stata assegnata, quella di S. Giuseppe Vesuviano per la precisione, perché il contratto di apprendistato prevede l’assunzione a livello regionale. Avrebbe potuto andarmi meglio, ma avrebbe potuto anche andarmi peggio. E’ a 40 km da casa mia, non mi lamento quindi. Lì dovrò restare (forse) quattro anni.
 Spero tanto vada tutto bene. Mia cugina mi ha detto che il periodo di formazione è il più bello… Porterò con me il portatile, quindi vi farò sapere. Poi conto di tornare nei week-end. Non sempre, perché il viaggio non mi viene rimborsato!
Bh, per ora that’ s all! Alla prossima puntata!!!

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 16:14 | link | commenti (9) | Categoria: viaggi, life, lavoro, torino, banca, io e