C'è una malattia terribile che miete milioni e milioni di vittime. Non è l'AIDS e non è la FAME! Quelle sono piaghe vere per le quali purtroppo ancora non si è riusciti a trovare una soluzione. Quelle sono piaghe evidenti, tangibili. Ma c'è n'è un'altra, meno evidente, più sottile e subdola, che affligge soprattutto gli abitanti del cosidetto "mondo sviluppato". Questa piaga è l'egoismo. Tutti noi, chi più chi meno, ne siamo affetti. La cosa è grave, anche perchè non dà sintomi, perché gli effetti vengono avvertiti non già dal soggetto "portatore" del morbo, ma da coloro che più gli sono accanto. Da coloro che con il soggetto malato si trovano a condividere, volente o nolente, gioie e dolori. Chi ne subisce gli effetti, sa riconoscerlo subito, ma non è altrettanto bravo da vedere il suo egoismo riflesso negli occhi dell'altro, cosicchè ogniuno rimane nella sua beata ignoranza, credendo di essere nel giusto, credendo di essere la persona più altruista al mondo, e invece il suo corpo è lentamente divorato da questo morbo invisibile. Io per prima ammetto di esserne affetta. Sono ad uno stadio molto avanzato, quasi cronico. Le persone che mi conoscono da molto tempo, non se ne stupiscono più. Lo trovano quasi ovvio, banale. Ne troverebbero quasi assurda l'assenza... So che è una cosa sbagliata, so che prima o poi dovrò porre rimedio, trovare una soluzione. In quello che sto attualmente facendo, non c'è spazio per il mio egoismo. L'ho messo momentaneamente da parte, anche se, quando meno te l'aspetti è in grado di saltar fuori, di prenderti. E così è stato.
Sapete qual è il colmo per un napoletano? Farsi rubare il portafogli a Torino. Eh si, avete capito bene! Mi è successo il 3 di ottobre. Una tossica forse, poco distante dal centro. C'erano denro 45€. Non è per i soldi, ma per i documenti, per le carte di credito...quelle si che sono seccature. Soprattutto per chi torna a casa solo il Sabato e di Sabato il comune non rilascia carte di identità. Mi sono sentita a terra: con persone che conosco solo marginalmente, senza un soldo, senza documenti e con un aereo da prendere il 5 ottobre per tornare giù. Io soffro di attacchi d'ansia. Non so come quella sera io non sia crollata mentre alle 23.30 facevo la deposizione ala caserma di polizia. Per fortuna che con me c'era qualcuno.Chiedi i soldi per pagare i taxi, chiedili a
per le cene, per il pranzo...a dei perfetti estranei!!! Non posso prelevare perché con il "Banco di Napoli" non c'è circolarità (che grande cagata)...e quindi ero così, sola a lottare con le mie angosce. Per me è la prima volta che sono completamente sola (intendo senza ragazzo, parenti o amici) lontana da casa. E' un'esperienza nuova nella quale sto attraversando varie fasi: dall'euforia e da uno pseudo stato di grazia, alla malinconia, alla rassegnazione, all'ansia e al panico. Ecco! Quest'ultimo mi ha assalito quella sera e non sono riuscita a controllarmi e dopo in camera ho iniziato a piangere e tremare. E' stato brutto, ma si supera, si supera tutto. Ce la si fa perchè ce la si deve fare!!! Ma in quei giorni di stress, ho commesso un errore: ho dimenticato un impegno preso in precedenza...no, anzi, non era un impegno: era una cosa che mi faceva piacere fare, e per la quale avrei dovuto mettermi d'accordo con un'amica. Ma mi è sfuggito di mente. Il mio cervello ha iniziato a funzionare solo quando mi sono sentita al sicuro nella macchina di mio padre a Napoli, quando è venuto a prendermi all'aereoporto. Solo allora mi sono ricordata di non avere più chiamato la mia amica per prendere accordi, e le ho mandato un sms...ma troppo tardi. A lei non è andato giù il fatto che io abbia dimenticato di avvisarla per tempo. Non le ho spiegato il motivo perché potevano sembrare scuse e non mi va di giustificare il mio egoismo: si, EGOISMO! Perché anche in questo caso si è trattato solo di quello. Ho pensato prima al mio benessere interiore, ho pensato prima a me! Ho sbagliato di nuovo. Chissà quanti altri sbagli farò nella mia vita, chissà quanto mi sarà concesso di imparare da questi sbagli. Spero tanto, perché di regole di vita conosco ben poco! 7 anni fa scrissi una poesia che diceva più o meno questo:
"Cercare. Cos'è cercare?
E' guardare negli occhi ciò che non si vede.
Sognare. Cos'è sognare?
E' dar corpo a ciò che non esiste.
Morire. Cos'è morire?
E' vedere la luce con gli ochi chiusi.
Vivere. Cos'è vivere?
E' quello che non so fare."
In sette anni non è cambiato nulla!!! Figa (come direbbe Bruna di Milano)! Sto crescendo!!!
So di essere sparita. Dal blog, dagli amici, da tutto... l'altro giorno il padre di un mio caro amico è morto. E io non c'ero. Ci sono rimasta di merda, perché volente o nolente non potevo far nulla se non una di quelle noiose telefonate zeppe di retorica e belle parole, che però alla fine non vogliono dir nulla. Lontana da tutto, da casa, dalla famiglia, dagli amici e dalla quotidianità...quanto è bella la quotidianità...ma una persona deve prima essere sbattuta per 50 gg a 900 km da casa propria prima di capire che la ama tantissimo e ama le sue abitudini??? Le persone che fanno il corso con me sono simpatiche e dopo un po' impari a conviverci. Ci svegliamo insieme, facciamo colazione insieme, lavoriamo insieme, usciamo insieme, ceniamo insieme...però i tuoi amici ti mancano: quelli che da una tua espressione capiscono se stai bene o se stai male, quelli che sanno sempre cosa dire e quando dirla, quelli con cui hai condiviso tutto...quelli sono un'altra cosa. Sono sicura che al termine di questa avventura, i miei compagni di lavoro mi mancheranno...ma ora come ora non vedo l'ora di rivedere i miei amici, sapere cosa fanno, cosa pensano...come va a loro la vita...A me come va? Beh dunque...in quei rari momenti che mi sono lasciati liberi, miro alla socializzazione e allo shopping conpulsivo. Guai a dare ad una come me uno stipendio...me ne sto accorgendo ogni giorno che passa!!! Non spese esagerate...ma sfizi! Ho trovato addirittura una "compagna di strisciate" come dice lei. Strisciate non di coca, di bancomat! Si chiama Bruna, ha 26 anni ed è di Saronno. Poi ci sono Marianna (la toscana), Marianna (la napoletana), Serena di Napoli anche lei, Alberto(CE) e Rosalia (Sicilia)! Diciamo che questi, insieme a Daiana, fanno parte del mio gruppo! Poi ci sono i minigrupetti...tipo un romano che sta sempre da solo, un altro romano idem (si accoppiassero almeno) 2 torinesi (un ragazzo e una ragazza)e 3 bolognesi (2 ragazze e un ragazzo)!Marco è venuto a trovarmi lo scorso fine settimana! Siamo andati un po' in giro per Torino, che tutto sommato non è brutta, anche se la zona dove sto io con l 'hotel fa paura anche in pieno giorno, quindi evito di allontanarmi da sola. Se non siamo almeno in 3 non si va da nessuna parte. Ora mi sento un po sola, perché nei fine settimana sene vanno quasi tutti...ora siamo rimasti in 4 in tutto l'albergo! Però il lavoro (se così si può chiamare, per ora sono solo corsi) mi piace: è vario, è bello...e poi è il mio sogno di bambina... e so che può sembrare ridicola questa cosa. L'altro giorno parlavo con una signora di un ristorante quì a Torino. Questa ci ha viste tutte "in tiro" e ci ha chiesto da dove venissimo..."Dal lavoro" abbiamo risposto "Ah, e cosa fate di bello?" "Lavoriamo per la San Paolo". Lei ci guarda..." mio dio...povere ragazze...non v'invidio per nulla: quello del bancario è uno dei peggiori lavori che esistano. E' noioso e monotono". Noi ci siamo guardate e abbiamo sorriso...insomma io non la vedo così, poi chissà, forse è l'entusiasmo del momento...del 28 dl mese...non so che dire. Beh ora vado...mi stendo un po' prima di andare a cena! Poi quì alle 22.00 tutti chiudono quindi...allegria allo stato puro!!!


Ultimamente sto scrivendo poco. E non perché io non ne abbia voglia... ma sono sommersa dalle cose da fare. Ho iniziato un corso di spagnolo al Cervantes. E' stupendo il posto in cui sta...la porta d'ingrssso è praticamente sul mare e per me che sono straniera tra la mia gente, è un' ottima cosa, perché mi aiuta a "vivere" meglio la mia città, a scoprirne dei luoghi semisconosciuti e bellissimi. Attraversando alcune strade quasi esclusivamente con l' auto, finisco per ignorare quasi totalmente l'ambiente circostante. Per andare al corso, infatti, devo attraversare P.zza del Plebiscito, una piazza visitatissima dai turisti, ma che io ho attraversato per intero pochissime volte. L'altra sera era inondata di sole ed era bellissima e io la guardavo con occhi nuovi e rapiti quasi come non l'avessi mai vista. Poi scendo e arrivo su questa Via Sauro che costeggia il mare. Arrivo lì intorno alle 18.45 e vedo moltissime persone: chi fa jogging, chi cammina, chi è in bicicletta, chi sui pattini a rotelle...insomma persone che non sono di fretta, che respirano piano, che non corrono, che guardano il mare...e questa calma e spensieratezza, mi portano a rilassarmi, a rallentare il passo, a sorridere quasi e a respirare a fondo. Lì anche ad una certa distanza si riesce a percepire l'odore del mare misto a quello dei taralli caldi del chioschetto a ridosso del marciapiedi. La mia profesora è di Bilbao, ha 34 anni pur dimostrandone una 20ina. Io sono al livello iniziale (cioè al livello di el boligrafo està sobre la mesa praticamente). Siamo in 9 e devo dire che mi sta piacendo, spero solo serva allo scopo, cioè passare l' esame di spagnolo all' università! Come se non bastasse oggi ho sotenuto l' esame d'inglese per il PET certificate... insomma della serie dimentichiamoci l' italiano... eh invece no, perché quì scatta la necessità di avere un certo linguaggio forbito per superare l'esame di diritto pubblico... insomma...piena, pienissima! Per fortuna oggi ho chiuso con il PET (o almeno spero, per conoscere l'esito finale si ha da aspettare fino al 16 luglio) quindi potrò dare alle fiamme 2Kg di fotocopie che ho chiuse nel cassetto e fare un po' di ordine dentro e fuori di me! Dentro... si, anche dentro. Non sono soddisfatta di come sono oggi e di quello che, da questa me odierna, potrà nascere in futuro. Vorrei essere diversa, più sicura di me, più attenta...vorrei riuscire a trovare un lavoro, a laurearmi senza più rimandare alle calende greche, a non dovermi più sentire in colpa se scelgo di trascorrere il pomeriggio fuori casa, lontana dai libri. Insomma voglio riprendere in mano un po' le redini di tutta la mia vita e rimontarla pezzo pezzo, perché mi sa che qualche tassello è finito nel posto sbagliato. Spero di farcela.
Nel frattempo... raccolgo l'ennesima catena, e spero sia l'ultima prima dell'estate, passatami "simpaticamente" (ah ah) dalla Prociona. Come funziona?
Colonna sonora di oggi
It wasn't me
(Yo’, man) Yo’
(Open up, man) What do you want, man?
(My girl just caught me) You let her catch you?
(I don’t know how I let this happen) With who?
(The girl next door, you know) Man
(I don’t know what to do) Say it wasn’t you
(Alright)
Honey came in and she caught me red-handed
Creeping with the girl next door
Picture this, we were both buck naked
Bangin’ on the bathroom floor
How could I forget that I had
Given her an extra key
All this time she was standing there
She never took her eyes off me
How can you grant the woman access to your villa
Trespasser and a witness while you cling on your pillow
You better watch your back before she turn into a killer
Best for you and the situation not to call the beaner
To be a true player you have to know how to play
If she say you're not, convince her say you're gay
Never admit to a word when she say
Makes a claim and you tell her, “Baby, no way”
But she caught me on the counter (It wasn’t me)
Saw me bangin’ on the sofa (It wasn’t me)
I even had her in the shower (It wasn’t me)
She even caught me on camera (It wasn’t me)
She saw the marks on my shoulder (It wasn’t me)
Heard the words that I told her (It wasn’t me)
Heard the scream get louder (It wasn’t me)
She stayed until it was over
Honey came in and she caught me red-handed
Creeping with the girl next door
Picture this, we were both buck naked
Bangin’ on the bathroom floor
I had tried to keep her
From what she was about to see
Why should she believe me
When I told her it wasn’t me
Make sure she knows it's not you and lead her on da right prefix
Whenever you should see her make da giggolo flex
As funny as it be by you, it not that complex
Seeing is believing, so you better change your specs
You know she not gonna be worrying bout things from the past
Hardly recollecting and then she'll go to noontime mass
Ric, boy, your answer, go over there
But if she pulls a gun you know you better run fast
But she caught me on the counter (It wasn’t me)
Saw me bangin’ on the sofa (It wasn’t me)
I even had her in the shower (It wasn’t me)
She even caught me on camera (It wasn’t me)
She saw the marks on my shoulder (It wasn’t me)
Heard the words that I told her (It wasn’t me)
Heard the scream get louder (It wasn’t me)
She stayed until it was over
Honey came in and she caught me red-handed
Creeping with the girl next door
Picture this, we were both buck naked
Bangin’ on the bathroom floor
How could I forget that I had
Given her an extra key
All this time she was standing there
She never took her eyes off me
Gonna tell her that I’m sorry for the pain that I’ve caused
I’ve been listening to your reasonin’, it makes no sense at all
We should tell her that I’m sorry for the pain that I’ve caused
You may think that you’re a player, but you’re completely lost
That’s why I sing
Honey came in and she caught me red-handed
Creeping with the girl next door
Picture this, we were both buck naked
Bangin’ on the bathroom floor
How could I forget that I had
Given her an extra key
All this time she was standing there
She never took her eyes off me
I tre elemnti del titolo, che riprende la struttura Carrowliana, non sono messi a caso, hanno una loro logica: il leone è diventato la Prociona, perché come ogni fiaba che si rispetti, anche la mia ha un animale parlante. La strega è lo scotch, perché io e quest' utlimo siamo nemici giurati; l'armadio è un "contenitore" così come la scatola. Ma partiamo dall'inizio.




Venerdì sono tornata al cinema con Marco dopo molto tempo. L'ultimo film che avevamo visto insieme era stato "Borat", che ad entrambi non era affatto piaciuto. Un mio amico mi ha detto che la mia reazione è stata molto comune tra tutti coloro che avevano visto il film in italiano, perché "Borat" è un documentario e dovrebbe essere visto in lingua, magari con dei sottotitoli. Il doppiaggio toglie il senso di "improvvisazione" e quindi allo spettatore rimane qualcosa che non è un film e non è un documentario, nè tanto meno una candid camera. Vabbè, ho divagato abbstanza! Venerdì, dicevo, sono andata al cinema a vedere "The good shepherd" (letteralmente "Il buon pastore", credo) che in italiano è diventato "L'ombra del potere". E' un film di Robert De Niro, con Matt Damon e Angelina Jolie. Sensazione: non so se è perché era parecchio tempo che non vedevo un film intelligente al cinema, o se ero stremata dalla corsa che avevo fatto per arrivare in orario, fatto sta che ho passato i primi 5 minuti del film (anche 10) senza capire un'emerita mazza! Eppure è proprio il mio genere. Mi sono detta: "Cazzo Marilena, attiva il cervello" (ogni tanto è meglio che lo faccia "manualmente"). Ok, da lì tutto chiaro fino alla fine! Mi è piaciuto, tutto sommato, anche se non è molto facile stargli dietro, se non fosse altro per la durata (3 ore). Marco per esempio si è arreso poco prima della seconda ora! Invece io ho retto fino alla fine, ma bisogna fare attenzione a tutti i dialoghi e a tutte le sfumature, altrimenti si rischia di perdere qualcosa. Ho letto su un giornale che De Niro voleva Di Caprio per la parte di Edward Wilson, ma Leonardo era impegnato. E' stato però contento di questa difficoltà perché così ha potuto constatare di persona il talento di Damon. In effetti lui mi è piaciuto molto. E' bravo, quasi glaciale nella sua interpretazione. Sembra quasi indossare una maschera. Bello quindi, un po' lento, ma bello!
Dopo il cinema, PUB! Una birra e un panino. Nell'attesa mi guardo in giro, non posso farci niente, è una prassi. Nei locali infatti cerco sempre di dare le spalle al muro o comunque mai al resto della sala, perché mi piace fissare le altre persone, vedere chi entra, chi va via...insomma so' maniaca, lo so! L'altra sera però avevo le spalle alla porta "E MENO MALE!!!". Dopo un po' Marco mi fa: "Toh, guarda chi è appena entrato". Io mi volto e non vedo nessuno, perché delle persone mi nascondevano l'ingresso. Noto però, nel tavolo al centro della sala, una ragazzo. Lo fisso per un po' cercando di ricordare dove l'avessi già incontrato. Non mi trasmetteva ricordi, ma una sensazione, una sensazione come di disagio. Spesso mi capita, non solo con le persone, ma con molte cose (i libri per esempio) di ricordare non la cosa o la persona direttamente, ma la sensazione che ad esse collego o collegavo. Ecco, disagio quindi. Disagio che è aumentato a dismisura quando mi è venuto in mente dove avessi già visto quel ragazzo. Nel momento stesso in cui il ricordo riaffiorava, i miei occhi si spostavano verso la persona che gli sedeva accanto e che era girata verso di me, ma guardava da un'altra parte. Una ragazza bionda, che conosco. Anzi, sarebbe il caso di dire, che conoscevo. Una mia collega universitaria, che chiamerò B. , con cui ebbi la sfortuna di preparare un esame. Il ragazzo, di cui non ricordo il nome, era il suo fidanzato. Io mi volto di scatto e dico a Marco " C'è B.". In quel momento oltrepassa il nostro tavolo il giornalista di Rai3 che Marco voleva vedessi prima. Marco non si è ricordato subito di chi fosse B., poi il ricordo è riaffiorato anche a lui e mi fa:" Ma ti ha vista?" "Non lo so, non credo".
Bene, chi è B? B. era una mia compagna universitaria. La conobbi al corso di statistica e, abitando più o meno vicine, decidemmo di preparare l'esame insieme. Lei però aveva molta voglia di parlare e poca di studiare. Così finiva che quando alle 20.00 tornavo a casa, dovevo fare quello che non avevo fatto con lei più eventuali aggiunte. Io cercavo sempre di incanalare il nostro tempo verso qualcosa di più costruttivo, ma era difficile. Mi ripromettevo di parlargliene, di dirle che non era più il caso di studiare insieme, ma lei mi faceva sempre dei discorsi del tipo "Come sono contenta di avere un'amica come te", "senza di te mi sentirei persa", "usciamo insieme qualche volta?", "vogliamo andare a teatro sole noi due", "devi fare il regalo a Marco, ti accompagno". Mi chiamava 100 volte al giorno e se non rispondevo mi riempiva di messaggi. Io mi rendo conto di avere un pessimo carattere, di essere un po' stronza, ma questi atteggiamenti "appiccicosi" non li tollero. Mi abbracciava, mi faceva regali...ero arrivata a non sopportarla, perché io ho bisogno dei miei spazi, mi devo sentire libera di fare qualcosa da sola, di agire in maniere indipendente ed autonoma, non posso condividre tutto con un'altra persona, sono fredda, antipatica, lo so! E' più forte di me però. Eppure mi dispiaceva, perché lei sembravda davvero affezionata a me. Un giorno, eravamo a casa sua e decidemmo di fare una pausa per vedere un telefilm. Lei si alza, prende un plaid dall'armadio e si stende sul letto. Poi mi fa "Dai vieni sotto le coperte con me, ci guardiamo il telefim abbracciate al caldo". Per me fu come una specie di goccia che fece traboccare il vaso. Insomma, certe cose le posso concepire a 12 o 13 anni, non a 22. Le dissi che preferivo la poltrona. Da lì iniziai ad evitarla, a non volere più uscire con lei, nè con il fidanzato che poi era una specie di sordomuto. Lei continuava a telefonarmi, a chiedermi cosa avessi, a mandarmi messaggi su messaggi. Una delle ultime volte che ci vedemmo, poco prima di Natale, lei mi disse che aveva dei sani principi morali e che pur essendo fidanzata da 4 anni, non aveva ancora mai fatto sesso con il suo ragazzo. Poi mi disse che però non era più sicura, che aveva voglia di farlo e che voleva io le mostrassi cosa dovesse fare. A me stava per venire una crisi isterica. Non sapevo se dovessi piangere o ridere. Mi sapventò a morte, non so neanche perché, forse per il fatto che io certe cose non le direi neanche per scherzo e lei invece faceva sul serio. Fu l'ultima volta che la vidi. Le dissi che non potevamo più vederci perché il mio fidanzato diceva io lo stessi trasucrando e bla bla bla...lei pianse. Ma io fui stronza e irremovibile. Rivederla quindi per me è stato un po' drammatico. Alla fine della serata, ho detto a Marco:"Ti prego, coprimi" così lui, con la sua imponente stazza, si è messo tra me e il tavolo di B., evitando che potesse vedermi. Quando sono uscita mi è sembrato di essere uscita da una sorta di prigione, perché avevo passato tutta la serata cercando di non farmi notare e di girarmi il meno possibile, sperando che di spalle non mi riconscesse. Forse è un atteggiamento immaturo, forse avrei dovuto fregarmene, ma non ce l'ho fatta. Probabilmente mi sento in colpa per averla trattata male.
Ho finito di leggere "Il cacciatore di aquiloni". E' stato strano, stanotte ho letto le ultime pagine e ad un tratto ho iniziato a piangere. Di rado ho pianto con i libri (cioè con "Piccole Donne", quando ero piccola, nel momento in cui muore Beth e con "I miserabili", alla fine). Mi è piaciuto molto, è decisamente un bel libro. Mi ha anche fatto venire la curiosità di studiare la storia dei talebani, dei sunniti e degli sciiti, quali sono i punti in comune, quali le divergenze. E' scritto in un modo che invoglia il lettore a proseguire, ad andare avanti, ma allo stesso tempo la bellezza delle pagine ti blocca, ti fa esitare perchè non vorresti finisse. Alle 3.30 ho finito di leggere e mi sono sentita appagata, felice. Sia Notre-Dame de Paris che il libro di Faletti, mi avevano immalinconito, questo invece lascia molte speranze, trasmette molta forza e anche ottimismo, in fin dei conti. Non mi ha colpito come "Il Maestro e Margherita", ma è comunque una lettura che consiglierei. Ora però sono assalita da dubbi. Non so quale libro cominciare domani. La mia idea è di leggere un classico della letteratura, infatti sto alternando libri moderni e classici da un po' di tempo e come cosa mi piace. Quindi toccherebbe ora ad un classico della letteratura mondiale, ma non so quale. Sono talmente tanti quelli che non ho letto, come quelli di Dostoevskij "L'idiota" e "Delitto e castigo", oppure "Rebecca, la prima moglie" di Daphne Du Maurier e tanti tanti altri, Proust, Tolstoj ecc. Ora ho tre scelte davanti a me, e accetto consigli. Io un'idea ce l'ho già, ma non la dico. Indecisa tra:
E anche Economia dell'Unione europea è andato! Stamattina ero andata lì impauritissima, anche perchè non conoscevo affatto il professore. Lo avevo visto una sola volta nei corridoi e mi era sembrato un generale delle SS, altissimo, biondissimo/bianchissimo, lentiginoso, con gli anfibi. Nonstante io li porti quasi quotidianamente, su un uomo di 60 anni mi incutono un po' di paura! Invece si è rivelato un tipo simpaticissimo, molto alla mano. Come al solito sono stata l'ultima perchè le prenotazioni in segreteria valgono quanto 2 € nella boutique di Armani, cioè niente! Alla fine mi ha promossa, 28/30. Non ho saputo rispondere all'ultima domanda...perché all'ultima domanda non si sa mai rispondere?Dovrò scrivere un saggio sull'argomento. Come al solito, come dopo ogni esame, ora mi sento leggera (nonostante il mio pranzo a base di pappardelle funghi e piselli). Ma dopodomani si ricomincia, cavolo! Mi mancano 3 esami...non posso rallentare proprio ora! cmq devo ringraziare Chiarase oggi ho trovato il coraggio e ho fatto l'esame: ieri infatti ero talmente avvilita dalla mole di pagine, che avevo pensato di non andare e di presentarmi alla sessione successiva direttamente. Invece lei mi ha fatto ricordare che in fondo io sono una che studia bene e il mio unico problema è la scarsa autostima in ambito universitario. GRAZIE KIARA!!!
Per il resto...che dire? Weekend di studio. Sono uscita venerdì invece, per andare alla festa di laurea di Kate. Lounge bar al vomero molto carino, si chiama Burnic, se non erro. Very very nice!!! Carino l'ambiente, i tipi del locale...ovviamente si è bevuto l'impossibile. Io dopo 1 birra e 2 cocktails stavo già degenerando di brutto, talmente tanto che ho iniziato a raccontare ad un mio ex compagno di classe che non vedevo dall'esame di maturità, tutti i fatti intimi e personali di un nostro amico, che non credo sarebbe molto contento di sapere che ho spiattellato ai quattro venti la stua storia. Per fortuna era già andato via.
. Kate ha anche portato La Torta. Dico "La", perché ormai nel gruppo c'è una sola torta che accompagna ogni nostro evento: il Nutellotto di Bellavia. Io l'ho fatto conoscere in giro, ormai ne vanno pazzi tutti i miei amici; dovrei chiedere una percentuale sulle vendite, ora che ci penso...secondo me dal 5/4/2004, data in cui l'ho assaggiato, le vendite devono essersi impennate. Kate era molto contenta, credo. Io Viki e Marco le abbiamo regalato una bellissima borsa, ma gliela abbiamo portata stesso la mattina alla seduta. Il presidente della sua commissione di laurea era uno stronzo di prima categoria, per non parlare di quella cafona dall'atteggiamento inqualificabile che faceva parte della commissione: era letteralmente stesa sulla cattedra, con la mano che sorreggieva una testa bionda finta con 2 fauci (non c'è altro appellativo) che masticavano una gomma nel modo più osceno e scomposto che io abbia mai visto in un luogo pubblico. Che personaggio. Il presidente era invece un pessimo che ha cercato di mettere in difficoltà Kate in tutti i modi. Ma per fortuna lei non si è lasciata sopraffare e ha ottenuto il massimo dei voti per la tesi. Dottoressa in Ingegneria edile, con voti 96/110. Brava
. E...questo è tutto.