Sabato 28/04
NAPOLI - CESENA
2 0
7' Sosa
95' Trotta
I tre elemnti del titolo, che riprende la struttura Carrowliana, non sono messi a caso, hanno una loro logica: il leone è diventato la Prociona, perché come ogni fiaba che si rispetti, anche la mia ha un animale parlante. La strega è lo scotch, perché io e quest' utlimo siamo nemici giurati; l'armadio è un "contenitore" così come la scatola. Ma partiamo dall'inizio.




Venerdì sono tornata al cinema con Marco dopo molto tempo. L'ultimo film che avevamo visto insieme era stato "Borat", che ad entrambi non era affatto piaciuto. Un mio amico mi ha detto che la mia reazione è stata molto comune tra tutti coloro che avevano visto il film in italiano, perché "Borat" è un documentario e dovrebbe essere visto in lingua, magari con dei sottotitoli. Il doppiaggio toglie il senso di "improvvisazione" e quindi allo spettatore rimane qualcosa che non è un film e non è un documentario, nè tanto meno una candid camera. Vabbè, ho divagato abbstanza! Venerdì, dicevo, sono andata al cinema a vedere "The good shepherd" (letteralmente "Il buon pastore", credo) che in italiano è diventato "L'ombra del potere". E' un film di Robert De Niro, con Matt Damon e Angelina Jolie. Sensazione: non so se è perché era parecchio tempo che non vedevo un film intelligente al cinema, o se ero stremata dalla corsa che avevo fatto per arrivare in orario, fatto sta che ho passato i primi 5 minuti del film (anche 10) senza capire un'emerita mazza! Eppure è proprio il mio genere. Mi sono detta: "Cazzo Marilena, attiva il cervello" (ogni tanto è meglio che lo faccia "manualmente"). Ok, da lì tutto chiaro fino alla fine! Mi è piaciuto, tutto sommato, anche se non è molto facile stargli dietro, se non fosse altro per la durata (3 ore). Marco per esempio si è arreso poco prima della seconda ora! Invece io ho retto fino alla fine, ma bisogna fare attenzione a tutti i dialoghi e a tutte le sfumature, altrimenti si rischia di perdere qualcosa. Ho letto su un giornale che De Niro voleva Di Caprio per la parte di Edward Wilson, ma Leonardo era impegnato. E' stato però contento di questa difficoltà perché così ha potuto constatare di persona il talento di Damon. In effetti lui mi è piaciuto molto. E' bravo, quasi glaciale nella sua interpretazione. Sembra quasi indossare una maschera. Bello quindi, un po' lento, ma bello!
Dopo il cinema, PUB! Una birra e un panino. Nell'attesa mi guardo in giro, non posso farci niente, è una prassi. Nei locali infatti cerco sempre di dare le spalle al muro o comunque mai al resto della sala, perché mi piace fissare le altre persone, vedere chi entra, chi va via...insomma so' maniaca, lo so! L'altra sera però avevo le spalle alla porta "E MENO MALE!!!". Dopo un po' Marco mi fa: "Toh, guarda chi è appena entrato". Io mi volto e non vedo nessuno, perché delle persone mi nascondevano l'ingresso. Noto però, nel tavolo al centro della sala, una ragazzo. Lo fisso per un po' cercando di ricordare dove l'avessi già incontrato. Non mi trasmetteva ricordi, ma una sensazione, una sensazione come di disagio. Spesso mi capita, non solo con le persone, ma con molte cose (i libri per esempio) di ricordare non la cosa o la persona direttamente, ma la sensazione che ad esse collego o collegavo. Ecco, disagio quindi. Disagio che è aumentato a dismisura quando mi è venuto in mente dove avessi già visto quel ragazzo. Nel momento stesso in cui il ricordo riaffiorava, i miei occhi si spostavano verso la persona che gli sedeva accanto e che era girata verso di me, ma guardava da un'altra parte. Una ragazza bionda, che conosco. Anzi, sarebbe il caso di dire, che conoscevo. Una mia collega universitaria, che chiamerò B. , con cui ebbi la sfortuna di preparare un esame. Il ragazzo, di cui non ricordo il nome, era il suo fidanzato. Io mi volto di scatto e dico a Marco " C'è B.". In quel momento oltrepassa il nostro tavolo il giornalista di Rai3 che Marco voleva vedessi prima. Marco non si è ricordato subito di chi fosse B., poi il ricordo è riaffiorato anche a lui e mi fa:" Ma ti ha vista?" "Non lo so, non credo".
Bene, chi è B? B. era una mia compagna universitaria. La conobbi al corso di statistica e, abitando più o meno vicine, decidemmo di preparare l'esame insieme. Lei però aveva molta voglia di parlare e poca di studiare. Così finiva che quando alle 20.00 tornavo a casa, dovevo fare quello che non avevo fatto con lei più eventuali aggiunte. Io cercavo sempre di incanalare il nostro tempo verso qualcosa di più costruttivo, ma era difficile. Mi ripromettevo di parlargliene, di dirle che non era più il caso di studiare insieme, ma lei mi faceva sempre dei discorsi del tipo "Come sono contenta di avere un'amica come te", "senza di te mi sentirei persa", "usciamo insieme qualche volta?", "vogliamo andare a teatro sole noi due", "devi fare il regalo a Marco, ti accompagno". Mi chiamava 100 volte al giorno e se non rispondevo mi riempiva di messaggi. Io mi rendo conto di avere un pessimo carattere, di essere un po' stronza, ma questi atteggiamenti "appiccicosi" non li tollero. Mi abbracciava, mi faceva regali...ero arrivata a non sopportarla, perché io ho bisogno dei miei spazi, mi devo sentire libera di fare qualcosa da sola, di agire in maniere indipendente ed autonoma, non posso condividre tutto con un'altra persona, sono fredda, antipatica, lo so! E' più forte di me però. Eppure mi dispiaceva, perché lei sembravda davvero affezionata a me. Un giorno, eravamo a casa sua e decidemmo di fare una pausa per vedere un telefilm. Lei si alza, prende un plaid dall'armadio e si stende sul letto. Poi mi fa "Dai vieni sotto le coperte con me, ci guardiamo il telefim abbracciate al caldo". Per me fu come una specie di goccia che fece traboccare il vaso. Insomma, certe cose le posso concepire a 12 o 13 anni, non a 22. Le dissi che preferivo la poltrona. Da lì iniziai ad evitarla, a non volere più uscire con lei, nè con il fidanzato che poi era una specie di sordomuto. Lei continuava a telefonarmi, a chiedermi cosa avessi, a mandarmi messaggi su messaggi. Una delle ultime volte che ci vedemmo, poco prima di Natale, lei mi disse che aveva dei sani principi morali e che pur essendo fidanzata da 4 anni, non aveva ancora mai fatto sesso con il suo ragazzo. Poi mi disse che però non era più sicura, che aveva voglia di farlo e che voleva io le mostrassi cosa dovesse fare. A me stava per venire una crisi isterica. Non sapevo se dovessi piangere o ridere. Mi sapventò a morte, non so neanche perché, forse per il fatto che io certe cose non le direi neanche per scherzo e lei invece faceva sul serio. Fu l'ultima volta che la vidi. Le dissi che non potevamo più vederci perché il mio fidanzato diceva io lo stessi trasucrando e bla bla bla...lei pianse. Ma io fui stronza e irremovibile. Rivederla quindi per me è stato un po' drammatico. Alla fine della serata, ho detto a Marco:"Ti prego, coprimi" così lui, con la sua imponente stazza, si è messo tra me e il tavolo di B., evitando che potesse vedermi. Quando sono uscita mi è sembrato di essere uscita da una sorta di prigione, perché avevo passato tutta la serata cercando di non farmi notare e di girarmi il meno possibile, sperando che di spalle non mi riconscesse. Forse è un atteggiamento immaturo, forse avrei dovuto fregarmene, ma non ce l'ho fatta. Probabilmente mi sento in colpa per averla trattata male.
Ho finito di leggere "Il cacciatore di aquiloni". E' stato strano, stanotte ho letto le ultime pagine e ad un tratto ho iniziato a piangere. Di rado ho pianto con i libri (cioè con "Piccole Donne", quando ero piccola, nel momento in cui muore Beth e con "I miserabili", alla fine). Mi è piaciuto molto, è decisamente un bel libro. Mi ha anche fatto venire la curiosità di studiare la storia dei talebani, dei sunniti e degli sciiti, quali sono i punti in comune, quali le divergenze. E' scritto in un modo che invoglia il lettore a proseguire, ad andare avanti, ma allo stesso tempo la bellezza delle pagine ti blocca, ti fa esitare perchè non vorresti finisse. Alle 3.30 ho finito di leggere e mi sono sentita appagata, felice. Sia Notre-Dame de Paris che il libro di Faletti, mi avevano immalinconito, questo invece lascia molte speranze, trasmette molta forza e anche ottimismo, in fin dei conti. Non mi ha colpito come "Il Maestro e Margherita", ma è comunque una lettura che consiglierei. Ora però sono assalita da dubbi. Non so quale libro cominciare domani. La mia idea è di leggere un classico della letteratura, infatti sto alternando libri moderni e classici da un po' di tempo e come cosa mi piace. Quindi toccherebbe ora ad un classico della letteratura mondiale, ma non so quale. Sono talmente tanti quelli che non ho letto, come quelli di Dostoevskij "L'idiota" e "Delitto e castigo", oppure "Rebecca, la prima moglie" di Daphne Du Maurier e tanti tanti altri, Proust, Tolstoj ecc. Ora ho tre scelte davanti a me, e accetto consigli. Io un'idea ce l'ho già, ma non la dico. Indecisa tra:
Cosa può accadere nello studio di un otorinolaringoiatra:
Treviso 0 - Napoli 3
4' Pià
55' Calaiò
90' Montervino
Belle giornate! Sole e vento caldo! Sono quelle classiche giornate in cui vien voglia di staccare tutto, di partire alla ricerca di un po' di tranquillità, anche solo per un po'. Se poi il viaggio potesse essere lungo...che bello sarebbe! Prendere solo lo stretto necessario e partire: con la persona che si ama, con gli amici. Dire "arrivederci" a tutto, lasciarti alle spalle, anche solo per un giorno, la tua vita, ma lasciartela davvero e non perché la tua vita è brutta, anzi! Ma perché ogni tanto si sente la necessità di allontanarsene per un po' perché in questo modo, dopo, sembra tutto diverso e anche i problemi si riescono a guardare da una diversa prospettiva. Bisognerebbe davvero riuscire, come dice Irene Grandi, a portare con sè la voglia di non tornare più. Si riuscirebbe a svuotare la propria mente da ogni cosa, da ogni ansia e da ogni preoccupazione e si affronterebbe il viaggio a mente libera, pronta cioè ad assimilare tutto ciò che di nuovo stiamo per vedere, sentire, gustare, toccare. Bene, è così che mi sento oggi: pronta a partire. E allora perché non farlo?
Ovviamente, date le condizioni del mio portafogli, il viaggio lo farò continuando a star dietro la scrivania. Ma è comunque un buon punto di partenza. Le immagini che ho inserito sono di luoghi dove non sono ancora stata, ma che vorrei comunque visitare. Pronti? Partiamo!
New York!
Chicago!


Monte Rushmore


Il Grand Canyon.
San Francisco

La Polinesia


Ayers Rock (Australia)

Sydney


La Grande Muraglia.
Petra

Kenya

Piramidi (Egitto)

Norvegia e i Fiordi


Cavolo quanto tempo che non scrivo su questo blog...cioè ultimamente ho postato risultati e canzoncine, ma niente di concreto, di reale, di mio. Vorrei partire oggi da una domanda: se la nipote del/la vostro/a ragazzo/a si battezzasse, voi andreste anche se il/la vostro/a ragazzo/a vi ha detto chiaramente che lui/lei non vuol andare, ma voi ci dovete andare per forza perché altrimenti "pare brutto"? Non vi rompereste tremendamente i coglioni?
Ma questa era solo una domanda che non richiede per forza una risposta.
Tutto ok. Giorni piatti. Trascorsa una serena Pasqua, mangiando e bevendo con le persone più care, parenti e amici. Vorrei tanto andare al mare, le giornate sono bellissime, calde e ventilate. Vedo molte persone che girano già in canotta e sandali, ma io non ne ho ancora il coraggio (sarà che sono ancora bianca come un lenzuolo e mettermi in mostra non mi va più di tanto). Oggi sono stata al cinema con la Prociona a vdere un film. Non mi è piaciuto. Sarà che io parto un po' prevenuta sulle commedie romantiche, ma "Non dire si" non mi ha detto nulla di che (oltra non dirmi si :P). Però i popcorn erano buoni...
. e anche il trailer dei "Pirati dei Caraibi 3" (che io simpaticamente chiamo "La maledizione della terza luna").
Mi rendo conto che è un post un po' inutile, ma davvero non c'è niente di rilevante che mi va di sottolineare. A parte forse il fatto che sto imparando a fare diverse cose con photoshop. E' incredibile pensare a quante cose può fare quel programma: levigare la pelle, dare lucentezza ai capelli, sbiancare i denti...insomma datemi la foto di Mariangela Fantozzi e vi restituisco Nicole Kidman. Di recente ho fatto questa scritta (ultimamente le faccio anche su richiesta...cioè 2 richieste ho avuto, non volgio montarmi la testa, però...).:




Se qualcuno mi chiedesse oggi, o mi avesse chiesto ieri, ma anche 3 o 4 giorni fa, che musica ascolto, gli risponderei senza ombra di dubbio "Sonnet" dei Verve! Perché? E chi lo sa!!! So solo che l'ascolto prima di addormentarmi, quando mi sveglio, sotto la doccia, in auto a costo di sembrare pazza...E allora beccatela blog! Eccola: (Ho tolto per un po' il sottofondo al blog in modo che le musiche non si accavallino...)
my friend and me
looking through her red box of memories
faded i'm sure
but love seems to stick
in her veins you know
yes, there's love if you want it
don't sound like no sonnet, my lord
yes, there's love if you want it
don't sound like no sonnet, my lord
my lord
why can't you see
that nature has it's way of warning me
eyes open wide
looking at the heavens with a tear in my eye
yes, there's love if you want it
don't sound like no sonnet, my lord
yes, there's love if you want it
don't sound like no sonnet, my lord
my lord
sinking faster than a boat
without a hull
my lord
dreaming about the day when
i can see you there
my side
by my side
here we go again and my head is gone,
my lord
i stop to say hello
'cause i think you should know,
by now
by now
by now
by now
by now
by now
oh, by now
oh, by now
oh, by now
oh, by now
oh, by now
oh, by now
oh, by now
oh, by now.
oh, by now.
Taduzione italiana by Marilena, riveduta e corretta da Vincenzo: