Chi Sono
Utente: LimaNera
Nome: Marilena
Non so definirmi, anzi...se qualcuno che mi conosce ha dei suggerimenti... questi sono ben graditi. Quello che posso dire con certezza è che sono: a) Ambiziosa b) Orgogliosa c) Egoista il più delle volte Molti mi ritengono dolce, altri acida. Sono una che parla poco se è a disagio, ma se inizio a parlare non la finisco più. Poi non so...sono timida e il più delle volte questa cosa dall'esterno viene scambiata per superbia. Ho pochi amici, ma buoni...e un ragazzo che amo. Sono "intollerante all'intolleranza". Prefersico il cervello ai muscoli...e...oh ma poi se scrivo tutto qui nel blog che ci metto???

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Odi et Amo
Odio
L'intolleranza, le perosne che ostentano, l'odore della pece, chi parla troppo e troppo poco,i posti affollati, le persone volgari, chi getta i cotton fioc nel water, chi non ascolta, la verza.
Amo
Marco, Johnny Depp, Parigi, il cinema, la musica, i miei amici e la mia famiglia, leggere, l'odore dell'erba bagnata, la pioggia di notte, la pizza, la cioccolata, l'odore della benzina, L'"Ambra Day", la Tana delle Luride, Tolkien.
Commenti Recenti
Archivio
oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
Perchè su Narnia s'è già detto troppo
lunedì, 26 febbraio 2007
La notte di Martin

Grande Martin!!!

1)Miglior film 2)Miglior Regia

3) Miglior sceneggiatura non originale  4)Miglior montaggio

THE DEPARTED

L'applauso è d'obbligo!

Ha blaterato: LimaNera alle ore 16:08 | link | commenti (13) | Categoria: cinema
domenica, 25 febbraio 2007
Parigi
Salve Blog!
Scusami se in questi giorni ti ho trascurato un po’, ma non è stata una cosa voluta. Ho deciso di prendermi qualche giorno di respiro e l’unico posto dove riesco a “respirare” in pace è Parigi,la mia Parigi! Non “mia” perché ci sono nata, non “mia” perché ci sono cresciuta, ma solo perché credo che tutti noi abbiamo una città di adozione, la mia è Parigi. Non conosco il mondo così bene da poter dire che è la città più bella del pianeta,ma è sicuramente, insieme a Venezia, una delle più belle del mio “universo conosciuto” .
Ormai è da tempo che ho smesso di fare la turista a Parigi, la conosco abbastanza da poter evitare di recarmi a visitare i luoghi turistici di culto. Questi tre giorni li ho trascorsi per strada, cercando d viverla come una parigina e non come una semplice visitatrice. Ho osservato le persone, le strade affollate dei mercati, come quello di Rue Mouffetard, Porte de Clignancourt, che ospita il mercato delle pulci più grande del mondo, il Marais, e tutti i vicoletti solitari dietro Monmatre. Sono andata con mio padre che mi ha trasmesso il suo amore incondizionato per questa città.  E’ fantastica! C’è un’atmosfera magica che si respira nell’aria unita all’odore delle crepes e al profumo dei croissants.
Ho fatto shopping, più per gli altri che per me devo dire. Ho scoperto un bellissimo negozio di arredamento etnico, dove ho comprato due servizi di bicchieri per casa e uno per Viki (lo scrivo perché tanto so che non mi legge). Ho comprato un regalo anche a Chiara e a Valeria. A Marco nulla, tanto so che non avrebbe apprezzato. Ho assaggiato per la prima volta le lumache e non mi sono piaciute particolarmente, anche se credo di aver sbagliato il posto dove assaggiarle.
E’ strano, ma ogni volta che mi trovo lì riesco a dimenticarmi di tutto, a lasciare i problemi a casa, a riprendere a respirare senza affanni. Abbiamo preso un albergo che affacciava sul Louvre. Era strano la sera vedere tutti quei secoli di storia che ci osservavano dietro quelle 100 finestre simili ad occhi. Mi metteva anche un po’ di soggezione spogliarmi pensando che forse la “Gioconda” con quel suo sorriso beffardo mi fissava.  Vabbè, paranoie notturne che ora, rileggendole sull’agenda, mi sembrano quanto mai assurde.
Sorvolando su queste sciocchezze…Parigi: Parigi è sempre uguale e sempre in movimento. Ci sono milioni di persone, le metro sono sempre stracolme di gente che solo di rado si ferma e si concentra sugli altri. Sono sicura che se davvero io fossi una parigina e non una che si atteggia a tale, finirei per non essere più così entusiasta di questa città e di tutto ciò che la riguarda, e mi confonderei benissimo tra quelle migliaia di persone dallo sguardo vuoto (anche perché è lo stesso che ho io quando sono nella mia città, dove tutto ha un che di risaputo e la luce della curiosità e della voglia di conoscenza che rende vivo uno sguardo, sarebbe spenta o fioca). Ma visto che, nonostante le mie 11 visite, finisco per essere ancora soltanto una spettatrice di quell’eterno spettacolo che è Parigi, mi lascio affascinare e sorprendere ogni volta. Così scopro sempre qualcosa di nuovo: i poveri per esempio. I poveri ci sono e sono tantissimi. Il povero non ha nazionalità, non ha fede, non ha colore, è un povero e basta. E non parlo solo dei barboni che affollano le strade o di quelli che ogni sera erano ai piedi di un lampione davanti al Louvre su Rue de Rivolì ,perché da sotto le fognature saliva un’aria calda che fungeva loro da riscaldamento, ma parlo di tutte quelle persone abitanti delle case popolari che si incontrano nei mercati, dei tipi delle bancarelle che si lamentano dell’euro e di come non riescono ad arrivare alla fine del mese e incolpano il governo che se ne infischia (tutto il mondo è paese…). Insieme ai poveri, poi, ci sono i ricchi. Non saprei dire se sono di più perché i ricchi brillano i poveri sono bui. Il ricco si fa vedere, si agita, si dimena, urla. Il povero ha smesso di urlare perché non ha più voce, si nasconde e quasi non si muove e finisce per essere perciò invisibile. E’ difficile quindi metterli a confronto. I ricchi di Parigi sono però ricchi sul serio. Forse un po’troppo. Ero alle spalle del Musee d’ Orsay e osservavo un locale di cucina giapponese bellissimo. Era ultramoderno, con luci psichedeliche, fontane a muro in ogni angolo. Il locale era pieno di gente. Mi sono allora accostata al menù completo di prezzi posto all’esterno, esposto in una teca di vetro, pensando che fosse…diciamo…abbordabile, non dico economico, anche perché presupponevo che tutta la scenografia si facesse pagare. Un piatto, il più economico, costava 75€. Un solo, piccolissimo piatto di sushi. Ok, va bene…andiamo da un’altra parte. Ahhh 75€!!!E di locali così ce ne sono a bizzeffe e ce ne sono anche di molto molto più cari. E tutti pieni! Quindi i casi sono due: o sono tutti ricchissimi (probabile), oppure queste persone sono le stesse che poi a fine serata si ritrovano ai piedi di un lampione, vestiti di stracci, con aria calda di fogna come riscaldamento perché si sono venduti casa e vestiti per pagarsi l’aperitivo (improbabile). Tutto questo sfarzo incontrollato ogni tanto mi indigna e non perché ne sia invidiosa (è uno dei pochi difetti che ancora non ho), ma perché lo trovo eccessivo e non lo tollero. Punto.
Ho passeggiato tanto e ho letto anche molto ( in aereo per lo più). Insomma mi sono presa un po’ di tempo per me. L’ultima sera siamo andati a “lanciare la solita monetina”,a compiere una specie di rito scaramantico dell’ultim’ora: andare alla fermata “Trocadero”,in un orario…o’clock (21.00, 22.00, 23.00 ecc.)per vedere la Torre Eiffel che sbrilluccica. A mio parere è un po’ una cafonata, ma è una cafonata comunque suggestiva, anche perché la Tour Eiffel, checchè ne dicesse Guy de Maupassant, è sempre fantastica.
Uff…ora l’aria di casa è quanto mai devastante. Appena arrivata mi ha accolto tutto quello che mi sono lasciata dietro per 3 giorni e in più la nostalgia già forte di quei luoghi e di quegli odori. Ora non mi rimane altro che il ricordo, i bicchieri, le fotografie (che metterò sul blog appena mi riapproprierò del mio Pc) e la voglia di tornarci quanto prima.
 
 
Mentre ero via sono stata raggiunta da notizie assurde sul nostro paese. Il governo è caduto. Il mio ragazzo, a cui ho telefonato appena dopo aver slacciato la cintura sull’aereo, mi ha dato questa assurda notizia. Io ho esclamato ad alta voce “Il governo è caduto?” subito decine di volti si sono girati dalla mia parte e mi hanno iniziato a sommergere di domande. Un signore seduto davanti a me ha commentato: “Bene, meglio così. Noi italiani facciamo talmente pena che non meritiamo altro che finire di nuovo governati da un idiota come Berlusconi, almeno rappresenta in pieno il lerciume italiano.”  Abbiamo comprato giornali italiani ogni giorno e abbiamo letto del disaccordo interno della sinistra in materia di politica estera. Mi sono sentita gelare, delusa dal governo che avevo votato. Ora mi rimane ancora la speranza che al Senato Prodi riesca a ottenere la fiducia…mercoledì mi pare…lo spero, perché altri passi indietro non mi va di farli.
 
Bene.
Ringrazio tutti i commenti di solidarietà riguardo al folletto dispettoso. Mi scuso per non avere risposto subito, lo farò ora!
Ha blaterato: LimaNera alle ore 18:10 | link | commenti (7) | Categoria: politica, life, io e
lunedì, 19 febbraio 2007
Un folletto dispettoso

18/02/2007

NAPOLI - AREZZO

     2       -       2

14' Bucchi                          55' Bondi

82 Sosa                              91' Volpato

Rabbia - Amarezza - Delusione

 


 

Ho finito di leggere “Niente di vero tranne gli occhi”. Devo ripetermi su Faletti. Lo trovo decisamente bravo. Insomma non è come leggere Umberto Eco che trasuda cultura da tutti i pori (ogni volta che mi capita di leggerlo infatti, la mia autostima scende precipitosamente e mi sento una piccola asina presuntuosa), però devo dire che è originale e curato. Non mi è piaciuto quanto “Io Uccido”, ma l’ho trovato comunque molto particolare. Molti dicono che non sia effettivamente lui a scrivere, che poi è la stessa cosa che dicono di King. Se sia o meno lui non posso dirlo, ma so che ad ogni modo, ha una fantasia fuori dal comune. E questa volta non avevo neanche capito chi fosse l’assassino (invece quando lessi “Io Uccido” ad un tratto mi si accese una lampadina, e pensai che l’assassino potesse essere davvero Ciro Esposito, come poi effettivamente era) :P . Ovviamente scherzo. Bastarda si, ma non fino a questo punto, non direi mai il nome dell’assassino di un libro. Amo troppo i gialli per togliere a qualcuno il piacere di leggerne uno.
 Ora c’è già un altro titolo che mi aspetta sul comodino. L’ho iniziato a leggere ben 4 volte, fermandomi sempre allo stesso punto. Questa volta però ho deciso di arrivare fino all’ultimo di punto senza fermarmi. Comincerò a leggere “ Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.
 
 
 
 
Da circa una settimana ho il piacere di dividere il tetto con un folletto malefico. Si dev’essere nascosto alla perfezione, perché non riesco a trovarlo.
 Il suo primo attacco si è diretto sulla linea telefonica, isolandomi dal mondo e da tutto da ormai una settimana. Se accosto l’orecchio alla cornetta odo lo stesso suono che sentirei nel caso mi venisse l’idea di accostare all’orecchio un posacenere. Il nulla assoluto. Ieri ero a casa di mia cugina e il suono del cordless all’improvviso, mi è arrivato come qualcosa di lontano e ormai dimenticato. Proteste su proteste ad infostrada, ma nulla di fatto ancora. Fortuna che ho almeno l’ADSL, mi sono detta. Meglio stare zitti la prossima volta.
 Il secondo attacco del mio “amico” folletto, si è abbattuto sulla caldaia, paralizzando il sistema di riscaldamento di acqua e ambiente. Quindi sono ormai 3 giorni che siamo costretti a munirci di una pentola e organizzare una piccola processione casalinga all’altare del fornello, aspettando con pazienza il nostro turno per riscaldare l’acqua. Senza contare il freddo e l’umido che ormai si aggirano per casa, incontestati e sghignazzanti. Oggi pomeriggio dovrebbe venirci a salvare un idraulico, lo spero tanto, perché questa pratica ottocentesca di riscaldamento mi ha già abbondantemente rotto la “minchia”.
 Il terzo e più feroce e cattivo (a Napoli diremmo cazzimmoso) attacco è stato sferrato contro il mio Pc. Ieri è sprofondato in una sorta di catalessi, dalla quale è stato impossibile svegliarlo. Un virus ha mangiato il mio sistema operativo e dopo la prima schermata di caricamento il monitor mi rimandava un buio vuoto e malinconico. Fortuna che il ragazzo di una mia amica, mio “assemblatore” di Pc, si è offerto mooolto spontaneamente di ripararmelo a tempo record. Nel frattempo sto utilizzando il caro, vecchio portatile di mio padre che a giudicare dall’età, dev’essere uno dei primi prototipi della “Compaq”, su cui è installato una versione di Windows 98 e se provassi a caricarvi Windows Xp, probabilmente stramazzerebbe sulla scrivania colpito da attacco cardiaco provocato da overdose.
 E così, ora mi aggiro per casa alla ricerca del piccolo e stronzo folletto. “Dove sei??? Devo dirti giusto 2 paroline…”
Ha blaterato: LimaNera alle ore 14:55 | link | commenti (12) | Categoria: libri, life, calcio
sabato, 17 febbraio 2007
Come risparmiare un po' (per V. e V.)

Non credendo nella festa di San Valentino, io e Marco non ci facciamo in genere regali, o meglio io si, ma solo perchè lui ha avuto la bizzarra idea di uscire dall'utero materno il 14 febbraio. Quest'anno però ho ricevuto un pensiero simbolico, che però mi ha riempita di gioia.

 (Aquolina, latte corpo e gel doccia alla mandorla)

Sto sperimentandoli in questi giorni e sono fantastici, anche se mio padre dice che non gli sembra più di avere una figlia, ma un confetto vestito che gira per casa. Ma non m'interessa. L'importante è che piaccia a me, poi mio padre non deve passare la vita ad odorarmi. (Anche se non bisogna per forza odorarmi per senirlo.Stamattina uscendo dalla doccia sono stata seguita da una delicata fragranza di mandorle che si è rapidamente diffusa per il bagno. Insomma sembrava che io, sulle orme di Poppea, avessi deciso di farmi un bagno nel latte...di mandorla.)


 

Ok, bando alle ciance! Il titolo del post è indirizzato a due amiche. La prima V corrisponde a Viviana. Ultimamente abbiamo riscontrato una certa..come posso dire... sintonia riguardo ai giudizi dei film visti al cinema. Sulla base di questa sintonia, le ho promesso di andare in avanscoperta e poi dirle la mia sul nuovo film di Pupi Avati  "La cena per farli conoscere". Ieri sono andata al cinema con Marco. Siamo arrivati lì molto presto, abbiamo preso i biglietti e poi abbiamo aspettato che iniziasse lo spettacolo. All'ingresso c'era un nutrito gruppo di persone e si vedevano lampi di flash. Ci siamo avvicinati e abbiamo scorto degli emeriti sconosciuti. Cioè non proprio... quando è comparsa una ragazza alta e bionda ci siamo guardati dicendo "Guarda come somiglia a Serena Autieri". In effetti era lei, solo che in tv è molto più bella. Per non parlare delgi altri ragazzi, facce anonime che si atteggiano a grandi attori;nalla sala accanto c'era la prima di "Notte prima degli esami 2" ecco perchè quei flash e quelle persone. Ok,fine. Sala, luci spente, non molta gente, relax più totale per me. Insomma la serata era piacevole peccato che... il film è una vera noia. Nonostante a me Pupi Avati non dispiaccia, ieri proprio sono rimasta delusa. La storia se vogliamo non è poi male, ma è lo sviluppo e il resto che mi hanno impressionata in negativo. Insomma è come se per tutto il film aleggiasse nell'aria la domanda "E allora?". Forse sono io che non ho capito nulla, il che è possibile. Quindi volevo dirti, cara Vivi, risparmia pure quei 4 o 7 € che volevi spendere.

[La seconda V. e Valeria (la Prociona dei miei link)]. Proseguiamo la serata delusi ed amareggiati. Marco vuole andare in un pub, io invece "stanca del solito panino" (sembra uno spot) gli propongo il caro, vecchio e intimo ristorante cinese "Ru-Yi" al vomero. Lì ci conoscono, lì ci salutano, lì ci servono per primi ed è tutto sempre pulito e in ordine e si paga poco. Ok, andata! Entrati però ci accorgiamo subito che c'è qualcosa di diverso: c'è poca gente, cosa strana perchè quel ristorante era sempre stracolmo di venerdì. Scegliamo un tavolo e questo ha le tovaglie sporche e su tutto è impresso un marchio di trascuratezza. Alla fine scopriamo che a cambiare è stata la gestione e che, per festeggiare questo cambio, hanno deciso di raddoppiare i prezzi e ridurre le porzioni. Il cibo non era cattivo, anzi, ma non era abbondante come al solito (cosa per me fondamentale perchè a me quei piattini alla Vissani mi aprono solo lo stomaco e finisco per alzarmi da tavola con più fame di quando mi sono seduta). Tutto poi incredibilmente esoso. Insomma bocciato. E Marco che, ad ogni boccone, mi detestava perchè avevo scelto quel posto e gli avevo negato il suo tanto amato panino. Quindi Vale, non rimpiangere più quel ristorante, non ne vale la pena. Troviamocene un altro, magari...più economico e più pulito.

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 15:10 | link | commenti (5) | Categoria: cinema, life, amici
mercoledì, 14 febbraio 2007
14 febbraio

Non ho mai parlato troppo di me e Marco. E questo perchè mi piace tenere certe cose private. Proprio oggi però, vorrei dire qualcosa su questa fantastica persona che ha deciso di accompagnarmi lungo il mio viaggio. Ci siamo conosciuti 6 anni fa in biblioteca. All'inizio pensavo fosse uno spregevole individuo, devo essere sincera. In realtà ero molto influenzata da ciò che altri mi dicevano di lui, non conoscendolo lasciai che a presentarmelo fosse la sua fama e questa era davvero pessima. Passava per uno stronzo, stronzo nel senso più vero del termine: bastardo, cinico, antipatico, fascista ecc ecc... Gli ci sono voluti 2 mesi di corte "semi-serrata" per convincermi ad uscire. Quello che conobbi una volta soli era però un Marco diverso: timido, impacciato, dolce. Generoso e altruista. Ed è di quest'ultimo che mi sono innamorata. Lui per me è speciale, mi ama e mi stima (credo). Capisce quello che sto pensando solo guardandomi negli occhi. Lo amo per il modo in cui mi fa sentire al sicuro, per il suo modo di essere "parsimonioso" (eufemismo per esprimere TIRCHIO) che compensa il mio avere le mani bucate. Lo amo perchè condivide con me quasi tutte le mie passioni e perchè ha una pazienza infinita che gli permette di sopportarmi anche nei miei giorni bui. Lo amo quando ride, quando scherza, quando mi prende in giro. Con il tempo ho imparato a conoscerlo. Per esempio ora so che quello che dicevano di lui non è del tutto falso. Lui è tanto dolce e docile con me, ma con gli altri sfodera degli artigli spaventosi; a volte lo detesto per il modo in cui prende in giro i miei amici, lo fa in maniera un po' cattiva puntando il dito sui difetti. Ma quando vuole sa però essere disponibil e presente. Bene! Ecco quì. Visto?Nonostante io detesti il San Valentino, mi sono sentita obbligata a dirti qualcosa Pi, perchè ti amo, ma non solo: E' perchè oggi è...

.... IL TUO COMPLEANNO

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 01:12 | link | commenti (9) | Categoria: amore
sabato, 10 febbraio 2007
The Blood Diamond

Ieri ho visto "The Blood diamond". Ero un po' prevenuta verso il film, ma sono voluta andare comunque a vederlo perchè io adoro vedere i film ambientati in Africa, terra che considero fantastica.

Trovo che sia un film da vedere. Mi ha colpita molto e non solo per le scene cruente di guerra, ma come è stato portato avanti. Vero è che mi è parso che la denuncia contro le compagnie diamantifere che fa da "supporto" al film, sia solo un pretesto, un background dove poi costruire altre storie, di vita, di rapporti familiari, d'amore. Ma a parte questa chiamiamola forzatura, mi è piaciuto. Sto rivalutando Di Caprio. All'epoca di "Titanic" credevo fosse uno di quei tanti attori che vanno avanti solo perchè hanno "le cosine al posto giusto" (tra l'altro non mi piaceva neanche fisicamente quando fece Titanic). Invece l'ho rivalutato, con "The departed" prima e "Blood Diamond" poi e devo dire che è cresciuto sia professionalmente che fisicamente (e ora è un gran figo). Bella la sua prova di recitazione e fantastica anche quella di  Djimon Hounsou. Forse un po' lungo...ma bello, via!

Battuta che mi è piaciuta:

Maddy Bowen (Jennifer Connelly) :” Dammi una mano in via riservata
Danny Archer (Leonardo Di Caprio) :” In via riservata, mi piace essere baciato prima di essere fottuto
E come ha detto Viviana, qui ti parte l'ormone per Leo a 1000...

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 21:08 | link | commenti (4) | Categoria: cinema
La Juve ha pareggiatoooo!!!

NAPOLI  - PIACENZA   1 - 0

81' Sosa

 

GRANDE PAMPAAAA

Una domanda:

Chi è quel pirla che ha sbagliato a dare la formazione della panchina, cosa che ha costretto Bucchi ad andarsene a seguire il finale della partita da solo sui gradini? Ma non solo, questo sarebbe il minimo. Se lui fosse entrato AVREMMO PERSO LA PARTITA A TAVOLINO!!!

 

Altra scena memorabile:

 Calaiò espulso dalla panchina! Da non credere. Nonostante tutto però...siamo a 40 insieme alla "Vecchia Signora" e per questo mi sembra doveroso ringraziare il Vicenza.

 

Ha blaterato: LimaNera alle ore 20:42 | link | commenti | Categoria: calcio
martedì, 06 febbraio 2007
Sperando che smetta di piovere

Serata piovosa, a casa da sola... in vena di ricordi posto questa mia poesia datata luglio 2000.

P.S. per Marco che altrimenti va in paranoia: Non stavo ricordando la persona a cui la poesia è dedicata, stavo semplicemente ricordando un tempo passato.

Insegnami a volare,
solo tu puoi farlo
io sono soltanto una goccia di rugiada
abbandonata su una foglia ormai secca.
Io sono solo una lacrima
e tu,
l’occhio che mi ha generata.
 
Ti insegnerò a volare.
Sarebbe bello se Lucifero tornasse
ad essere un angelo,
ma so di non riuscirci.
Io farfalla impotente ho ali di cristallo
 
non ho più nulla,
non spero più nulla.
 
Un giorno, ancora uno.
 
Il mio mondo è quello che domani
non ci sarà più.
Ha blaterato: LimaNera alle ore 23:53 | link | commenti (5) | Categoria: poesia
venerdì, 02 febbraio 2007
Today is a good day

Oggi è stata una bella giornata. Una di quelle giornate fredde, ma soleggiate (il mio connubio preferito). Sono questi i giorni in cui ho voglia di uscire e camminare. Camminare tanto, godendomi l'aria frizzante e il sole tiepido che illumina le strade. Tutto ha una luce diversa, io mi sento bene e tutto il mondo che mi circonda mi rapisce e mi sorprende, basta poco. Oggi pensavo a tutto questo mentre camminavo. Osservavo le persone che mi passavano accanto e cercavo di capire se anche loro comprendessero la bellezza di quell'istante. Mi sono ritrovata anche a cantare, cosa non rara in realtà. Credo siano numerose le persone che credono io sia un tantino svampita e stramba, ma quando sono allegra non riesco a nasconderlo. Chiusa nel mio mondo, con il lettore mp3 mio amico onnipresente, spesso assumo una buffa aria imbronciata. Oggi invece camminavo come una bambina allegra con in mano un palloncino colorato.Il vento freddo sulla faccia mi dà carica e allegria. Guardavo le cose come chi non le avesse mai viste prima. E' bello riuscire a guardare un posto che ti è noto con questi occhi assetati di tutto, finisci per accorgerti di cose mai viste prima. Il momento che preferisco è il pomeriggio, quando il sole è basso ma caldo, luminoso e intenso. Ecco! questo è uno dei momenti in cui non desidero nulla se non condividere un così bel momento con la persona che amo, magari in una città fantastica come Parigi. Oggi è stata una giornata così. Bellissima!


Ieri ascoltavo un programma su Rai 2. Questo tratta di diversi argomenti e il tema di ieri era "La rivincita delle bruttine". Insomma da un'indagine sarebbe uscito che gli uomini, non solo italiani, stanno rivalutando le bruttine, appunto. Quelle non proprio perfette, con il naso lungo, qualche chilo di troppo ecc. Pare che queste donne siano più passionali, inoltre gli uomini hanno perso interesse per le donne troppo belle e perfette, perchè sembra che queste intimoriscano. Inutile dire che la notizia mi ha rempita di gioia! :-)


Ho finito di leggere "Notre-Dame de Paris". Io non conoscevo la storia, o meglio la conoscevo in parte. Il libro mi è piaciuto, non quanto "I miserabili", ma è comunque bello e se si pensa che Notre-Dame è un'opera giovanile (pubblicata da Hugo a soli 26 anni), le si può perdonare anche qualche imperfezione. Ovviamente il mio è l'occhio di una lettrice e non di un'esperta. E' però una storia troppo straziante, che mi ha tenuta fino alle 2.15 sveglia a pensare. Ora ho dvanti a me la prossima vittima, il prossimo libro che mi appresto a leggere: "Niente di vero tranne gli occhi". Speriamo bene. :-)

Ha blaterato: LimaNera alle ore 18:38 | link | commenti (10) | Categoria: libri, life